Il 3 settembre ricorre la morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un uomo dedito alla giustizia ucciso da mano mafiosa insieme alla moglie, Emanuela Setti Carraro, e all’agente di scorta Domenico Russo. Sul muro ancora sporco di sangue un cittadino scrisse “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti“.
La vita del generale Dalla Chiesa

Il generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa nacque a Saluzzo (Cn) il 27 settembre del 1920, suo padre era un ufficiale dei carabinieri. Indossò la divisa dei Carabinieri a 22 anni. Il primo incarico fu in Campania alla ricerca del bandito La Marca. Gli anni ’70 per la Sicilia furono molto duri e segnati prima dalla scomparsa del giornalista Mauro de Mauro (’70) e successivamente dall’uccisione del procuratore Pietro Scaglione (’71). Dalla Chiesa fu mandato sull’isola per indagare sui due casi stilando un rapporto con ben 114 nomi tra vecchi e nuovi capimafia tra cui i nomi di alcune personalità che popoleranno per anni i titoli delle cronache giornalistiche come: Frank Coppola, i cugini Greco di Ciaculli, Tommaso Buscetta, Gerlando Alberti. Nel 1973 Dalla Chiesa diventa generale e guida la divisione Pastrengo a Milano per fronteggiare le Brigate Rosse.
Il giorno dell’attentato
3 Settembre 1982. Doveva essere una “missione”, quella del Generale venuto dal Nord. La A112 bianca sulla quale viaggiavano Dalla Chiesa e la moglie fu affiancata da un commando a bordo di un’auto e una moto, poche centinaia di metri dopo essere usciti dalla Prefettura di Palermo. Le raffiche di Kalashnikov non lasciarono scampo ai due, così come accadde per l’agente di scorta, Domenico Russo, che seguiva la vettura del prefetto. Per l’omicidio del Generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo come mandanti i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci. Gli esecutori materiali, in primo grado, sono stati condannati Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia, Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci.
Sara Marchioni
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