Nelle sale, dal 5 dicembre, con il film Jay Kelly, diretto da Noah Baumbach, George Clooney è uno di quei personaggi per i quali il passare del tempo sembra avere un effetto contrario a quello dettato dalle leggi della natura. Protagonista del film, insieme ad Adam Sandler e Laura Dern, interpreta un famoso attore che gira l’Italia per fare promozione.

E proprio nelle interviste dedicate alla promozione della pellicola, vengono fuori le diverse anime del divo di Hollywood, ormai quasi italiano, che non smette di affascinare. Forte di una personalità poliedrica, è attore, regista, attivista, caratterizzato dall’immancabile ironia. Grazie al soggetto del film, in questi giorni ha avuto più volte modo di parlare alle nuove generazioni di aspiranti attori, mettendo in guardia dai social.

Il successo nato dai fallimenti

Una carriera che parte da lontano, caratterizzata da tanti fallimenti, e che proprio per questo fa comprendere l’importanza della fatica per raggiungere i propri obiettivi e per riuscire ad avere un ruolo. Di qui gli avvertimenti di Clooney a chi desidera approcciarsi al mondo dello spettacolo, con l’accento sui rischi dei social. Come ha spiegato all’interno di un podcast di The Hollywood reporter, condanna il modus operandi di molti che utilizzano la popolarità da social come parametro per scegliere un attore o un’attrice. Un parametro che non ha niente a che fare con il talento.

Il momento di svolta per lui, come dr. Doug Ross in E.R. – Medici in prima linea, arriva soltanto all’età di 33 anni, dopo una lunga serie di rifiuti. Prima di allora, dopo un tentativo di sfondare nel baseball, ha fatto una lunghissima gavetta. Ha lavorato da comparsa a partire dal 1978, nella serie TV Colorado, poi nella sitcom P/S Pronto soccorso. Innumerevoli le piccole partecipazioni in telefilm e B-movie; nel 1978 è nel film horror Grizzly, l’orso che uccide.

Seguono tanti piccoli ruoli in serie televisive. Nel 1991 fa il provino per Thelma & Louise, ma al suo posto viene scelto un giovane Brad Pitt. Grazie al ruolo in E.R. diventa famoso a livello internazionale: interpreterà il ruolo del medico che lo consacra a sex symbol fino al 1999. Il personaggio oltre che conferirgli notorietà gli fa guadagnare diverse nomination ai Golden Globe e agli Emmy Award, e dà il via alla sua carriera hollywoodiana.

La saga di Ocean’s e la passione del gioco

La carriera di Clooney finalmente decolla e comincia a lavorare per registi come Quentin Tarantino, Joel Schumacher, i fratelli Coen, Steven Soderbergh. Insieme a quest’ultimo, nel 2001 nasce il personaggio di Danny Ocean, protagonista della saga Ocean’s con un cast stellare. Di cui ha di recente annunciato un nuovo capitolo, Ocean’s 14 con Julia Roberts, Matt Damon, Brad Pitt e Don Cheadle, le cui riprese dovrebbero partire nel 2026. Tutti i film della serie sono ambientati nel mondo dei casinò e del gioco per il quale Clooney non ha mai nascosto la sua passione.

Giocatore di poker fin da adolescente, ha anche provato a investire nel settore per aprire una sua casa da gioco a Las Vegas. Si racconta che anche sui vari set dei film si organizzassero, nelle pause, partite di poker e blackjack. Giochi legati al mondo affascinante dei casinò, esaltato nelle pellicole della saga, che oggi sono alla portata di tutti grazie ai siti di casinò legali. Basta essere maggiorenni e compilare il form di registrazione; Truffa.net ha una lista dei migliori casinò online su cui è possibile accedere dal territorio italiano.

L’oscar e gli altri riconoscimenti

Nel 2002 esordisce alla regia con il film Confessioni di una mente pericolosa, che ha anche prodotto con la casa di produzione fondata insieme Soderbergh, dando sfogo alle sue aspirazioni imprenditoriali. Nel 2005, Clooney riceve il premio Oscar come migliore attore non protagonista nel film Syriana di Stephen Gaghan.  Nello stesso anno interpreta e produce Goodnight, and Good Luck. La sua carriera è punteggiata da pellicole di spessore e grandi successi, con qualche flop, come il thriller girato in Abruzzo nel 2010, The American. Tre anni dopo è protagonista di Gravity, con Sandra Bullock, film che guadagna 7 premi Oscar.

Non stiamo qui a elencare tutta la sua filmografia, davvero lunga. Interessante però la continua propensione a sperimentare. Quest’anno infatti ha esordito a Broadway interpretando Edward R. Murrow, personaggio centrale proprio del dramma che aveva già prodotto come film, Good Night, and Good luck. Questa nuova avventura gli ha fatto guadagnare una candidatura ai Tony Awards.

Il lato umano di Clooney

Dopo il primo matrimonio con Talia Balsam, durato dal 1989 al 1993, è stato a lungo considerato lo scapolo d’oro di Hollywood. L’amore vero è ritornato nella sua vita e gli ha fatto pronunciare il fatidico sì, una seconda volta, solo nel 2014 con Amal Alamuddin, avvocatessa specializzata in diritti umani. L’unione ha reso Clooney ancor più attivo nel suo già forte impegno umanitario.

Negli anni 2000 si è speso per una risoluzione del conflitto del Darfur, documentando personalmente la situazione dei rifugiati in Ciad e Sudan. Insieme ad altri colleghi attori è parte dell’organizzazione no profit Not On Our Watch. Nel 2007 è stato premiato con il Peace Summit Award, per il suo impegno in Darfur, l’anno successivo è stato nominato Messaggero della pace delle Nazioni Unite.

Le sue iniziativa a favore del prossimo non si contano, nel 2020 donò più di un milione di euro per fronteggiare la pandemia. Anno dopo anno continua a distinguersi per il sostegno a cause legate ai diritti umani e alla giustizia sociale. Anche rifiutando ingaggi per motivi etici. Una curiosità: per 18 anni ha avuto come animale di compagnia un maiale. Si chiamava Max e sembra che abbia anche salvato la vita dell’attore in occasione del terremoto di Northridge nel 1994.