L’America sta vivendo un decennio complicato, forse uno dei più turbolenti e guerrafondai degli ultimi anni. La presidenza Trump, con il recentissimo attacco al Venezuela e la presa del presidente Maduro, si affaccia sulla scacchiera internazionale come pedina bollente, in tutta la sua pericolosità. L’American dream scricchiola sotto i colpi di una politica violenta che ha perso la sua brillantezza e i suoi sogni cinematografici. Il mondo del cinema come risponde ai sollevamenti governativi della sua stessa madre patria? George Clooney oggi sceglie di lasciare quella stessa America che l’ha consacrato, e guarda ad Hollywood come un lontano ricordo. Il caso Clooney fa riflettere e getta luce sui tantissimi divi che hanno preso la stessa decisione.
L’odore di fiori appassiti: il profetismo di Oriana Fallaci
Siamo sempre abituati a considerare gli attori e le attrici del mondo del cinema come la prole diretta di Hollywood. Dalla spuma delle spiagge californiane verrebbero alla luce tantissime star del cinema. Chi perché ci vive, chi perché sceglie di abitarci. Oriana Fallaci parlava di quella Hollywood Anni ’50 in cui cadillac e frac puntellavano un mosaico molto preciso: quello dello spettacolo.

Lo sposalizio tra luogo e industria cinematografica ha sempre avuto vita lunga e felice. Oggi i tempi sono nettamente cambiati, e sempre più attori e registi scelgono di lasciare Hollywood, e in casi più estremi, l’America. Il concetto con cui la Fallaci concludeva il suo primo romanzo ‘I sette peccati di Hollywood‘, è oggi più che mai realizzato. Lasciare l’America significa lasciare dietro di sé un luogo finto, in cui aleggia forte l’odore di fiori appassiti. Alla luce di quanto sta avvenendo nella vita di molti attori come in quella di George Clooney, quell’affresco è realtà, e si staglia imponente alla fredda luce del giorno.
George Clooney e la cittadinanza francese
E’ notizia di poche ore fa che sia stata concessa, dopo tanta attesa, la cittadinanza francese a George Clooney, alla moglie Amal Alamuddin e ai loro due figli. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Clooney e la sua famiglia infatti trascorrono da anni lunghi periodi in Francia e da anni desiderano far parte della Francia in modo concreto e definitivo. Ricordiamo che hanno acquistato una villa e un vigneto a Brignoles, nel sud del Paese, dove più volte l’attore ha raccontato di aver trovato una vita più riservata, lontana dai riflettori di Hollywood. Ma per molti francesi questo non è sufficiente per ottenere la cittadinanza.
La risposta di Donald Trump non ha tardato a farsi sentire a tal proposito. Per Trump, George Clooney non sarebbe solo un pessimo analista politico, ma anche un attore sopravvalutato, diventato famoso più per le sue prese di posizione che per i film.

Nel suo post, Trump esordisce con un sarcastico “Good News!”, annunciando che George e Amal Clooney sono diventati cittadini francesi. Secondo il presidente, la Francia sarebbe oggi “nel mezzo di un grave problema di criminalità” a causa della gestione dell’immigrazione, figlia di quella che definisce l’America dell’era Biden. La Francia popolare invece si sarebbe divisa, tra chi guarda con entusiasmo alla notizia del loro ormai connazionale e chi invece giudica la manovra come illegittima. Marie-Pierre Vedrenne, sottosegretario agli Interni, avrebbe persino visto con sospetto il ‘francese scadente’ dell’attore.
Dal set di E.R alla ricerca di una vita autentica
George Timothy Clooney è un attore, produttore cinematografico e regista statunitense, da oggi, con cittadinanza francese. Dopo una lunga gavetta, raggiunse la notorietà grazie al ruolo del pediatra Douglas “Doug” Ross nella serie televisiva E.R. – Medici in prima linea, dal 1994 al 1999. Indimenticabile quel ruolo che poi non ha fatto altro che aprirgli maggiormente le vie del mondo cinematografico. Dalla saga action Ocean’s, passando per la comeddia Tra le Nuvole fino ad arrivare a film drammatici di successo come Paradiso amaro e Gravity. Un attore che seppe aggiudicarsi l’Oscar nel 2013 con Argo e che non ha mai smesso di essere grato alle possibilità di cui ha giovato.

Da anni si dimostra attivo politicamente e fermo paladino dei valori autentici, debellando la corruzione e l’artificiosità di Hollywood. Vive con sua moglie, l’avvocatessa Amal Aalamuddin e i suoi due figli gemelli, Ella e Alexander in Provenza (Brignoles), per garantire alla sua famiglia una vita semplice, lontana dai riflettori di Hollywood. Precedentemente noto come scapolo d’oro, Clooney è sposato con Amal dal 2014 e vive una vita riservata, dedicandosi alla famiglia e continuando il suo lavoro umanitario e cinematografico. Un esempio positivo di lotta silenziosa alle architetture spettacolarizzate e corrotte del mondo del cinema.
Un’ America che scricchiola
Sempre più stelle del cinema lasciano l’America. Quello di George Clooney, che preferisce ormai da anni il Vecchio Continente al Paese a stelle e sctrisce, è solo uno dei tanti casi del panorama attuale. Secondo diverse indagini sarebbero molti gli attori e i registi che, ancor prima del voto presidenziale, avrebbero promesso di lasciare l’America se Donald Trump fosse stato eletto presidente. E così è successo. Zip di valigie che si chiudono nella vita di molti divi. Un esempio è Ellen DeGeneres, che ha subito fatto il biglietto di sola andata per le Cotswolds, in Inghilterra, dove attualmente vive, insieme alla moglie Portia de Rossi, vendendo la loro residenza in California.

Un esempio simile è quello di Richard Gere, che ha deciso di trasferirsi a Madrid, il paese originario di sua moglie Elle Spagna. L’attore ha dichiarato di essere “più felice che mai” nel suo nuovo paese. Ha pubblicamente sostenuto Kamala Harris e, accettando un premio Goya spagnolo, ha definito Trump “un bullo e un delinquente”. Aggiungendo che gli Stati Uniti “si trovano in un posto molto buio”. Motivi politici, religiosi, voglia di un paese più in linea con i propri valori o semplicemente la voglia di lasciare i lustrini dorati di Hollywood per poter vivere una vita lenta, come nel caso di Cillian Murphy e la sua residenza appartata di Dublino.
Qualunque siano i reali motivi, l’America scricchiola sotto i piedi del popolo e mostra il suo volto più fragile, irriconoscibile, mentre sempre più figli lasciano le sponde natie per un futuro migliore.
Doriana Gatta





