Terzo singolo estratto dall’album Nel caos di stanze stupefacenti, Gesù Cristo sono io racconta di un fenomeno tristemente diffuso nella nostra società: quello della violenza di genere. Uscito il 27 ottobre del 2017, ormai nove anni fa, il brano si apre con una frase potente: «Gesù Cristo sono io tutte le volte che mi hai messo in croce». Il brano, infatti, è una lunga metafora biblica dove per l’appunto si paragona la violenza sulle donne al supplizio di Cristo. E attraverso il suo tono incalzante e profondo la cantante siciliana denuncia la violenza sulle donne.
In questo testo Gesù è ogni donna maltrattata, violentata e abusata. Ma anche una donna offesa, derisa, tradita e abbandonata. Una donna che ha gridato aiuto ma non ne ha ricevuto, che ha sopportato in silenzio tutti gli abusi e i soprusi. Cristo è ogni donna che è stata uccisa da un uomo che diceva di amarla.
Gesù Cristo sono io: il significato del brano

Ma qual è il significato di questo intenso brano? Con la sua penna raffinata e originale, Levante traccia una metafora sulla violenza femminile. Le pene che Gesù soffre sono espressione di tale metafora. La croce e la corona di spine sono il simbolo della sofferenza di una donna violata. Le preghiere, invece, rappresentano la convinzione – purtroppo sbagliata – che tali violenze siano meritate. Quindi bisogna invocare il perdono del carnefice per il male sopportato. La genuflessione, il demonio e i chiodi simboleggiano la pena e la mortificazione che la donna deve scontare per l’abuso fisico e psicologico. Infine la resurrezione è la scelta, mai facile, di denunciare il proprio carnefice. Quindi simboleggia la rinascita dopo il dolore.
Il ritornello, infatti, rappresenta un urlo liberatorio dopo l’incalzare delle strofe. Il testo infatti dice: «Confessa che sei il demonio nella testa che mi trascina sempre giù», chiara metafora della violenza psicologica. Il demonio, infatti, rappresenta la convinzione di non potersi liberare da questo dolore atroce e di averlo meritato. Anzi, è la convinzione che non lo si può vincere.
Più avanti Levante canta: «Per tutte le spine del mondo e i chiodi piantati nel cuore, questo è il mio sangue, questo è il mio corpo: li porto via amore». In questo verso si parla della resurrezione, che è la ribellione al rapporto tossico e malato. Ma arriva con fatica, con paura e rabbia.
Il brano come critica alla sottomissione delle donne e percorso di emancipazione
Il brano quindi rappresenta una critica alla sottomissione della donna al suo carnefice. Con la frase «Gesù Cristo sono io» Levante evidenzia la sopportazione infinita della vittima e la falsa credenza che il dolore sia l’unica via per la redenzione. Ma non solo, il brano rappresenta un percorso di emancipazione. La protagonista della canzone, infatti, si libera dal giogo del suo carnefice, smettendo di essere la vittima. Così risorge e riprende in mano la sua vita.
Elettra Cortimiglia





