Per lungo tempo il Ghana, invece di concedere subito la cittadinanza, offriva il Right of Abode, il quale permetteva di vivere e lavorare nel Paese a tempo indeterminato senza visto. Inoltre, pur non offrendo il diritto di voto né la piena nazionalità, consentiva alle persone di entrare e uscire liberamente dal Ghana. Con l’iniziativa Year of Return del 2019 vi è stato un punto di svolta che, tuttavia, non si è rivelato privo di problemi.

Impegno a intensificare i legami tra Ghana e diaspora

Come riportato dalla BBC, già nel 2016 ci fu un’importante apertura burocratica che consentiva di ottenere la cittadinanza basandosi sull’ascendenza africana. Tuttavia, in quegli anni il processo era relativamente silenzioso e poco pubblicizzato. Con l’Year of Return si diffuse un vero e proprio invito alla diaspora africana globale a tornare in Africa, nello specifico in Ghana, “per commemorare i 400 anni dall’arrivo dei primi africani ridotti in schiavitù in Virginia”. L’obiettivo era quello di intensificare i legami tra il Ghana e la diaspora, dando man forte al turismo e agli investimenti. L’invito fu accolto con grande coinvolgimento e, proprio il flusso numeroso di persone, ha rivelato le fragilità del sistema. Per questa ragione il Ghana si è trovato costretto a sospendere le domande di cittadinanza, al fine di rendere il sistema più accessibile e semplice.

Complicazioni per ottenere la cittadinanza: oltre la burocrazia, il costo elevato

Negli ultimi anni oltre 1.000 persone, tra cui Stevie Wonder, sono riuscite ad ottenere la cittadinanza ghanese. Tuttavia, come accennato poco prima, il sistema non si è rivelato privo di problemi. Numerosi richiedenti si sono lamentati del numero eccessivo di pratiche e, in particolar modo, del costo elevato. L’ambasciatrice del Diaspora African Forum, Erieka Bennet, ha dichiarato alla BBC che molti candidati hanno riscontrato difficoltà con l’obbligo di presentare le prove del DNA entro una settimana dalla domanda. La dottoressa ha definito “impossibile” la tempistica per molti, evidenziando che la rapidità potrebbe mettere a rischio anche l’affidabilità del test stesso.

Oltre la burocrazia, anche il costo elevato ha messo in difficoltà i richiedenti. Dopo aver versato una prima quota di iscrizione di 136 dollari, infatti, i candidati devono versare altri 2.280 dollari. Solo in seguito al pagamento della somma, le persone interessate vengono sottoposte a un controllo di sicurezza. Prima di ricevere la cittadinanza, inoltre, devono frequentare una giornata di orientamento. Al termine della pratica possono ricevere ufficialmente la nazionalità durante una cerimonia presieduta dal capo dello Stato.

Stefania Cirillo