Speciale Halloween: “A Ghost Story”, nel cerchio del tempo

A Ghost Story - Photo Credits: CineFacts
A Ghost Story – Photo Credits: CineFacts

Potrebbe sembrare una ghost story spoglia, quasi infantile, questa Storia di un fantasma. Accolto con grande favore al Sundance Film Festival, tre anni fa, il film di David Lowery vede protagonista un uomo morto vicino casa e in essa prigioniero sotto un lenzuolo bianco, come il più tradizionale e innocuo dei fantasmi. Ma la sua si rivelerà una ghost story nuova, drammatica e visivamente seducente.

Lo spirito di C (Casey Affleck) osserva la moglie (Rooney Mara) piegarsi piano piano sotto il peso del dolore per la sua perdita. La guarda ricordarsi di lui, mangiare una torta intera sul pavimento per minuti interminabili, e infine andare via dalla casa in cui avevano vissuto insieme. Lui però non può lasciarla, e mentre rifiuta l’alternarsi di nuovi inquilini, dalla finestra vede qualcuno bloccato come lui nello stesso crudele cerchio del tempo.

Il fantasma e M in una scena del film – Photo Credits: Anonima Cinefili

Indietro fino alle fondamenta in “A Ghost Story”

Gli spiriti non possono lasciare la casa che hanno abitato, anche se da vivi erano in procinto di trasferirsi altrove. Sono legati ad essa per sempre, e da sempre. Quando C prova a porre fine allo straziante avanzare del limbo in cui è sospeso, si ritrova all’inizio. Al momento in cui dei coloni posero le fondamenta dell’abitazione.

Incorniciata in un formato vintage assai inedito, questa è la straziante vita di uno spirito che ha scelto di non passare oltre, e che più che legato a chi ha amato lo è al luogo in cui l’ha fatto. I colori, i silenzi e i lenti vagabondaggi del fantasma sono a volte così asfissianti da trasportarci davvero in un’altra dimensione, dove il tempo scorre diversamente dal nostro, ma con esso si intreccia in questo film che è una profonda e visionaria riflessione sulla morte.

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Manuela Famà

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