Attualità

Gianluca Vacchi rompe il silenzio dopo gli scandali

A pochi giorni dall’accusa dell’ex colf che denuncia vessazioni sul lavoro chiedendo un risarcimento di 70mila euro, Gianluca Vacchi rompe il silenzio: “Ho chiesto ai miei legali di tutelarmi nelle sedi competenti”.

La denuncia contro Vacchi

“Riguardo le notizie apparse in questi giorni sui media non ho rilasciato alcuna dichiarazione né ho intenzione di farlo: ci sono infatti dei procedimenti in corso e spetta unicamente ai giudici esprimersi al riguardo. Tuttavia sono state altresì diffuse, in modo fuorviante, numerose affermazioni false e gravemente offensive, anche riguardo fatti per i quali non è mai stata presentata alcuna denuncia e che non costituiscono oggetto dei già citati procedimenti giudiziari: ho dato quindi mandato ai miei legali di tutelarmi in tutte le sedi competenti”. Queste le parole di Vacchi in una dichiarazione all’ANSA diffusa dai suoi avvocati.

La tempesta si è scatenata sull’imprenditore proprio il giorno dell’uscita di Mucho Más, il nuovo documentario a suo riguardo di Prime Video, quando l’ex collaboratrice domestica ha deciso di fargli causa presso il tribunale di Bologna. L’ex dipendente ha fatto una vertenza a Vacchi chiedendo 70mila euro per Tfr e straordinari non pagati, anche se al momento non risultano denunce per i presunti maltrattamenti raccontati in un’intervista a La Repubblica, in cui la donna parlava di balletti forzati, del lancio di oggetti contro il personale, di bestemmie e di multe da 100 euro in caso di intemperanze da parte dei domestici.

Le ripercussioni su Mucho Más

Sono intanto già diversi gli utenti che chiedono a Prime Video di cancellare dal catalogo Mucho Más, lanciata lo scorso 25 maggio.

L’opinione pubblica sembrerebbe però dividersi tra chi è convinto che lasciare visibile il documentario sia come un oltraggio del tutto irrispettoso, e chi invece ritiene che la rimozione del docufilm non possa giovare a nessuno, a partire da tutte le figure professionali che hanno dato il loro contributo alla realizzazione della pellicola.

Ginevra Mattei

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