Cultura

Gigi Proietti, addio al grande mattatore dello spettacolo italiano

Gigi Proietti, addio al grande mattatore dello spettacolo italiano
Gigi Proietti – Pinterest

Artista geniale, istrionico, Gigi Proietti ha trascorso gran parte della sua vita sulle scene. Attore spontaneo, regista e cantante ha attraversato oltre cinquanta anni tra cinema, teatro e TV. Tra le tante cose ha lavorato anche come doppiatore, prestando la sua voce a star come De Niro, Hoffman e Stallone.

Gigi Proietti: maestro di versatilità artistica

Il mondo dello spettacolo piange la morte di Gigi Proietti, che ci lascia nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Il mattatore della scena italiana è deceduto in una clinica a Roma, dopo un ricovero in terapia intensiva a causa di gravi problemi cardiaci. Appena iniziato a calcare le scene, negli anni 60, ha dato dimostrazione del suo genio poliedrico. Non faticava a dimostrare un completo agio sia in teatro che al cinema, sia vestendo i panni di attore che di regista.

Il suo ultimo intervento sulle scene teatrali è recente. Si tratta dell’inaugurazione della stagione estiva dedicata a Shakespeare del Silvano Toti Globe Theatre, da lui fondato. Calcava i teatri portandosi sempre dietro caparbietà e l’ironia ereditata dai genitori, difendendo sempre le scene e chiedendo sempre più sostegni per una fonte di cultura di grande impatto sociale.

Gigi Proietti è l’icona dell’uomo di teatro per inclinazione personale innata. Non ha avuto maestri, non ha studiato in alcuna accademia e non aveva neppure idea di cosa fosse il teatro. Ciononostante ha conquistato sempre il suo pubblico e la critica, ricevendo, nel 2019, il titolo di Professore Emerito Honoris Causa dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Gigi Proietti, addio al grande mattatore dello spettacolo italiano
Gigi Proietti – pinterest

Cronologia teatrale

Inizia a cimentarsi nel teatro all’inizio della sua carriera, nel 1963, con Can Can degli italiani, affianco ad una delle figure più rappresentative del teatro italiano: Giancarlo Cobelli. Da quel momento la sua carriera procede con l’intensità di attore affermato, collaborando con le personalità teatrali più influenti, quali Calenda e Camilleri.

Gigi Proietti inizia a lavorare come drammaturgo e regista contemporaneamente con un’opera teatrale in collaborazione con Roberto Lerici: A me gli occhi, please. Insieme a Come mi piace, Leggero Leggero, Prove per un recital e Io, Totò e gli altri, fa parte del teatro di Gigi Proietti senza trama, in cui da sfogo alla sua poetica dell’ironia. Per questi lavori Gigi apporta al teatro delle innovazioni importanti: trasferisce nel teatro popolare alcuni elementi tipici del teatro di avanguardia, andando alla ricerca di un nuovo linguaggio.

Da non dimenticare, nove regie operistiche firmate da Gigi Proietti. Nel 1973 ricopre il ruolo di Mario Cavaradossi ne La Tosca di Luigi Magni, accanto ad attori quali Monica Vitti e Vittorio Gassman. Dopo questa esperienza debutta come regista d’opera sempre con la Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Pisa. La sua carriera da regista operistico gli consente di collaborare con i più grandi cantanti lirici della storia, da Mariella Devia a Daniela Dessì e Leo Nucci.

a cura di Silvio Silvestro Barca

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