Cultura

Giorgio Bassani | Lo scrittore neorealista dell’immutabilità

Giorgio Bassani, nasce a Bologna il 4 marzo 1916. Una delle maggiori figure del neorealismo e della letteratura antifascista, ha raccontato in chiave onirica, calandosi in una posizione quasi di estraneità, quelle che furono le leggi razziali e l’impellente sopraggiungere dell’antisemitismo, dovuto alla seconda guerra mondiale. Celebriamo l’autore del Giardino dei Finzi-Contini nel giorno della sua nascita.

Giorgio Bassani, brevi cenni biografici

Giorgio Bassani nasce a Bologna da una ricca famiglia della borghesia ebraica, il 4 marzo 1916. Trascorre l’infanzia e la giovinezza a Ferrara, città che farà da sfondo alle sue opere e al suo mondo letterario. Qui, infatti, si laurea in lettere nel 1939. Partecipa attivamente ai movimenti della Resistenza durante la seconda guerra mondiale, finendo anche in prigione. E’ il 1943 quando si trasferisce a Roma, dove Giorgio Bassani, vivrà per il resto della sua vita, pur mantenendo un legame viscerale con la città d’origine. Si dedica all’attività letteraria solo dopo il 1945.

Giorgio Bassani, al Premio Strega del 1956 Photo Credits: Fondazionegiorgiobassani.it
Giorgio Bassani, al Premio Strega del 1956 Photo Credits: Fondazionegiorgiobassani.it

Lavora sia come scrittore ed autore, sia come operatore editoriale. E’ infatti proprio Bassani ad appoggiare, tramite l’editore Feltrinelli, la pubblicazione de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi da Lampedusa. Nell’opera si riscontra la stessa disillusione che Bassani, in seguito, farà instillare dalle pagine del suo capolavoro: Il Giardino dei Finzi-Contini. Diventa, successivamente, vicepresidente Rai, docente di storia del teatro, e collaboratore di varie riviste quali Botteghe oscure, edita fra il 1948 ed il 1960.

Giorgio Bassani, opere

Bassani, scrive alcune raccolte di versi intitolate In rima e senza. Pubblica in unico volume Cinque Storie ferraresi, nel 1956, alcune già comparse singolarmente. Ma è con Il Giardino dei Finzi-Contini che lo scrittore, giunge all’apice del successo. Nel 1970, Vittorio De Sica, traspone il romanzo in versione cinematografica, dalla quale però, Giorgio Bassani, prenderà le distanze. Tutte le altre opere dell’autore, verranno edite, per lo più, da Einaudi e Mondadori. Tutte le narrazioni letterarie si sviluppano attorno ad un grande tema geografico-sentimentale da cui scaturisce tutto: Ferrara. Di seguito:

  • Dietro la porta, 1964;
  • L’Airone, 1968;
  • L’odore del fieno, 1973;
  • Gli occhiali d’oro, 1958

Nel 1974, verranno tutte riunite in un unico volume dal titolo Il romanzo di Ferrara. Dopo un lungo periodo di degenza, Bassani si spegne a Roma all’età di 84 anni, il 13 aprile 2000.

L’ immutabilità del Giardino dei Finzi-Contini

Il Giardino dei Finzi-Contini di Bassani, apre le sue pagine iniziando il racconto da una tiepida domenica di aprile del 1957. Il protagonista, che sarà nel corso di tutto il romanzo un Io narrante senza nome, si ritrova a fare una gita fuori porta con degli amici. La vista delle tombe etrusche, gli ricorda una ben più sontuosa tomba: quella della famiglia dei Finzi-Contini. Tuttavia, fra i membri della ricca famiglia, solo il fratello Alberto vi troverà sepoltura. Questo soliloquio interiore che ha il protagonista, preannuncia già al lettore che non vi sarà una risoluzione positiva della vicenda. Difatti, i membri dei Finzi-Contini, saranno deportati nei campi di concentramento, e lì, moriranno. Ciononostante, l’anonimo protagonista si abbandona ai ricordi.

Bassani: il giardino come luogo di sospensione

E’ il 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali. Gli ebrei, vengono esclusi da ogni circolo e istituzione pubblica. Alberto e Micòl Finzi-Contini, decidono di aprire le mura del loro giardino, da sempre avvolto da un’atmosfera di mistero. L’anonimo narrante, incontra Micòl nove anni prima; Micòl, è una figura controversa ed enigmatica. A seguito dell’invito della ragazza, il protagonista riscopre l’antico sentimento giovanile. Durante i confronti e le partite di tennis nel giardino, emergeranno interessanti dinamiche di confronto: approcci alla vita diversi, da parte dei due ragazzi.

Giorgio Bassani, dettaglio - Photo Credits: fondazionegiorgiobassani.it
Giorgio Bassani, dettaglio – Photo Credits: fondazionegiorgiobassani.it

L’amore sarà solo sperato dal protagonista, senza mai germogliare davvero. Ad un certo punto della narrazione, infatti, Micòl parte per Venezia per ultimare la tesi, e l’idillio si spezza, seppur l’Io narrante senza nome, continui a frequentare casa Finzi-Contini. Il rientro della ragazza in vista della Pasqua ebraica, sarà illuminante: sarà lei a spiegargli come, per due individui così simili come loro, un amore reale sarebbe impossibile.

”Io… io le stavo di fianco, capivo?, non già di fronte: mentre l’amore – così, almeno, se lo immaginava lei – era roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda: uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce del tennis!, da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d’animo e onestà di propositi. E noi? Stupidamente onesti entrambi, uguali in tutto e per tutto come due gocce d’acqua, avremmo mai potuto sopraffarci l’un l’altro, noi?”

Bassani: ”Il dolce, pio passato”

Il libro è un sempiterno soliloquio con la memoria, e il giardino è un piccolo Eden: un luogo di sospensione spalmato su una contesto storico, che sembra fare solo da sfondo alla storia di un amore che si scontra con la realtà. Un realismo metaforico dei sogni infantili che si infrangono, lasciando il posto alla vita adulta. La vitalità di Micòl si oppone alla fragilità del fratello Alberto. Ma trova similitudine in Malnate. La sensibilità del protagonista, invece, si oppone all’idealismo crudo di Giampiero Malnate, altro frequentatore del giardino. Malnate, crede nelle sue idee politiche e lotta per cambiare il mondo. Micòl, si dona al giorno senza aspettative, quasi conscia di un presagio che di lì a poco, poi, si compirà. Significativo è il suo legame verso ”Il dolce, pio passato”.

Il giardino dei Finzi-Contini, immagine tratta dall'omonimo film di De Sica - Photo Credits: pinterest.ru
Il giardino dei Finzi-Contini, immagine tratta dall’omonimo film di De Sica – Photo Credits: pinterest.ru

Il passato, infatti, si allontana: ma è in quel passato che risiede la vita. Il presente è il punto massimo della distanza che riflette quegli anni che non torneranno. Lo sguardo sempre volto all’indietro, è la negazione dell’azione nel presente: l’inseguire il ricordo è sinonimo di mancanza attuale. La sospensione creata dal luogo fisico del giardino, è quindi il pozzo magico in cui si schiudono i ricordi di un’infanzia dorata. Giorgio Bassani è, perciò, creatore di una vita immutabile forgiata sui propri ideali: l’immutabilità, è, probabilmente, la felicità derivante dalla staticità del ricordo. Volgere le teste al passato è quasi meglio che pregustare l’istante successivo.

Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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