Secondo romanzo per Alessio Forgione, Giovanissimi (NN Editore) è in libreria dallo scorso gennaio 2020.
Al protagonista di Giovanissimi, Marocco, le uniche cose che interessano sono il calcio, i fumetti e le storie sui fantasmi. Nulla di più. Eppure, c’è sempre qualcosa che lo frega.
Questo quattordicenne si muove tra allenamenti e giri di campo nello stadio (proprio il San Paolo), tra Soccavo e Fuorigrotta. È inevitabile evidenziare la napolaneità della storia, nei suoi aspetti più crudi e degradati.
Il libro è suddiviso in cinque parti, le fasi dell’accettazione. Di cosa? Di tutto. Tutte quelle cose che succedono quando ti trovi ancora alle porte dell’adolescenza e, vuoi o non vuoi, devi farci i conti. Marocco è fatto anche di questo.
Impegnato nel distacco dai suoi sentimenti, deve fare i conti con l’amore nei confronti di una madre che se n’è andata dalla sua vita, con un padre che sogna (insieme a lui) un futuro nel mondo del calcio come possibilità di riscatto, con la scuola che va male e un presente paludoso in una vita fatta di stenti.
Lui, Lunno, Tonino e Marco, galleggiano tra spinelli, il bigiare la scuola, il calcio e varie sfumature di violenza. Sono genitori di se stessi, guidati dalla mentalità del branco.
E poi, ancora, gli allenamenti e le trasferte con Gioiello, Fusco e Petrone. Tutti giovani promesse del calcio, ma le loro vittorie non riescono mai a placare tutta la rabbia e quell’odio che si portano dentro.
Un senso di vuoto. Anche se lontani dalla camorra, il male e il bene sono difficili da riconoscere.
Bisognava capire qual era la strada giusta e seguirla, a volte a testa bassa, senza lasciarsi influenzare da quello che ci accadeva attorno. Che alle volte, individuata la cosa giusta da fare, poi, a farla sembrava strana e che spesso era proprio la cosa giusta da fare a essere strana.
Niente sembra poter migliorare, nella vita di Marocco. Tutte quelle ferite aperte non gli danno pace. Eppure …
Nella sua vita arriva Serena. La spina dorsale della narrazione. Un amore che rompe le catene, smussa gli angoli di Marocco, lo spinge all’accettazione del dolore, di tutti i dolori. Perché, in fondo, ne vale la pena. La scoperta del sesso, la scoperta di sé.

Alessio Forgione, dopo Napoli non amour, torna con i suoi ragazzi. Giovanissimi proprio come lui, classe ’86. La sua, è una scrittura diretta, fresca, riflessiva.
Riesce a descrivere realisticamente il mondo e la vita di Marocco, lì a Napoli. Ma soprattutto il mondo interiore, una tempesta ormonale e un vortice di dolori e delusioni, che si scontrano con quei piccoli attimi di felicità.
Un libro che spezza perché le cicatrici sono dure a guarire e fanno male. Questi Giovanissimi sono come noi, forse di più.
Però… Qualcosa succede, e la vita non ci pensa due volte.
Poi arriva, e fa male.
Un romanzo di formazione stupefacente, vero. Iniziare il 2020 nel migliore dei modi è ancora possibile, grazie al romanzo di Alessio Forgione. I Ragazzi di vita di oggi, quelli che, in fondo, sono rimasti sempre qui.
Serena Votano





