Cultura

Giovanni Sforza, una vita spesa per l’erudizione

Delineare la figura di Giovanni Sforza (Montignoso 18461922), letterato, bibliografo e storico discendente dai conti Sforza di Castel San Giovanni, non è semplice. Se il suo contributo in ambito letterario è stato vasto e significativo, altrettanto si può dire del ruolo avuto nel settore archivistico.

Giovanni Sforza - Photo Credits: archiviodistatomassa.beniculturali.it
Giovanni Sforza – Photo Credits: archiviodistatomassa.beniculturali.it

Vita e opere di Giovanni Sforza

Giovanni Sforza diede dimostrazione di ingegno precoce e di propensione agli studi umanistici iniziando, all’età di 15 anni, a raccogliere materiale per la pubblicazione delle “Memorie storiche di Montignoso”. Laureato in Lettere a Pisa, critico arguto e prolifico editore di fonti, i suoi scritti coprono argomenti vastissimi, spaziando dalla storia regionale e provinciale della media ed alta Italia a quella del Risorgimento, dagli studi danteschi a quelli manzoniani. Cugino dello Sforza era il senatore G. B. Giorgini, marito di Vittoria Manzoni, ottava figlia del celebre scrittore. In questa sede vale la pena ricordare, dunque, la pubblicazione dell’ “Epistolario” (1882) e dei “Brani inediti dei Promessi Sposi”, volume del 1905 comprendente scritti inediti del Manzoni.

A. Manzoni, Brani inediti dei Promessi Sposi, a cura di Giovanni Sforza, Milano, Ulrico Hoepli, 1905 - Photo Credits: web
A. Manzoni, Brani inediti dei Promessi Sposi, a cura di Giovanni Sforza, Milano, Ulrico Hoepli, 1905 – Photo Credits: web

Per lo storico Giovanni Canevazzi, tutta la sua produzione:

può definirsi un’illustrazione sicura, ampia, minuta, e spesso una ricostruzione accorta, erudita, sapiente di avvenimenti, di episodi; una galleria ben mossa, viva di figure dissepolte e con efficacia rappresentate.

L’esperienza di Giovanni Sforza negli archivi di Stato

Parallelamente all’attività di scrittore, Sforza svolse la propria carriera all’interno degli Archivi di Stato: Pisa, Lucca, Massa, Torino, Venezia. Fu anche sovrintendente degli Archivi piemontesi e socio corrispondente dei Lincei, oltre che socio dell’Accademia della Crusca dal giugno del 1916.

L’Archivio di Stato di Massa

Nella storia dell’Archivio di Stato di Massa, lo studioso toscano ebbe un ruolo cruciale, rivestendo il ruolo di fondatore e primo direttore. All’origine ci fu l’incarico, da parte del Ministero dell’Interno, di procedere ad un censimento degli archivi esistenti nelle zone di Massa e di Carrara, i cui risultati furono presentati nel 1874. L’istituto vide la luce solo nel 1887, negli spazi del primo piano del Palazzo Ducale della città. L’Archivio vanta un ricco patrimonio documentario, il cui nucleo è costituito dall’Archivio Ducale che, fra gli altri, racchiude in sé quello del Diplomatico (12041777), costituito dallo Sforza e comprendente 952 pergamene.

Foto storica del Palazzo Ducale di Massa, prima sede dell'Archivio di Stato della città - Photo Credits: archiviodistatomassa.beniculturali.it
Foto storica del Palazzo Ducale di Massa, prima sede dell’Archivio di Stato della città – Photo Credits: archiviodistatomassa.beniculturali.it

L’Accademia dei Lincei: l’ultimo riconoscimento

A seguito di una rovinosa caduta per le scale della sua casa di Montignoso, Sforza non si riprese mai del tutto. Si spense il 1° ottobre del 1922, proprio mentre da Roma stava per raggiungerlo la prestigiosa nomina a Socio dell’Accademia dei Lincei. Quest’uomo colto e appassionato, che dedicò la propria vita allo studio e all’erudizione, non gode oggi della notorietà che meriterebbe e che i suoi contemporanei gli avevano ampiamente riconosciuto.

Silvia Staccone

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