Giovanni Truppi lo scorso 2 dicembre ha iniziato il tour per i dieci anni del disco Il mondo è come te lo metti in testa, per approdare al Monk di Roma, il 4 e 5 dicembre con un doppio sold out. Il tour sarà molto breve ma decisamente intenso, e finirà il prossimo 16 dicembre con l’ultima data a Napoli.

Dieci anni fa, durante il tour per presentare quello che sarebbe stato il nuovo disco, in un’intervista per Radio cometarossa, raccontava dei personaggi delle sue canzoni. Alla domanda se i personaggi fossero reali e conosciuti da lui, rispose: “Sì e no, alcuni esistono davvero, altri sono ricostruiti … scrivendo io le canzoni c’è parte di quello che io vivo. Ma sembra la cosa meno interessante, l’importante è che quelle cose poi abbiano una vita propria a prescindere da me.” Truppi un cantautore assolutamente fuori dagli schemi tradizionali del cantautorato italiano, affronta nei testi delle sue canzoni temi del tutto poliedrici. Parlando di tutto ciò che attira la sua attenzione.

Giovanni Truppi al Monk: “Il mondo è come te lo metti in testa”

Giovanni Truppi, doppio sold out al Monk - Photo Credits Giovanni Truppi Instagram

Ieri sera, Giovanni Truppi ha cantato al Monk per la sua seconda data del tour. Juliainthejungle ha aperto la serata portando tre suoi pezzi, e aprirà anche il concerto previsto questa sera, sempre al Monk. Alle 22 è arrivato sul palco il cantautore che ha iniziato il concerto con lotta contro la paura, tredicesima traccia dell’album. Per continuare con un pezzo che ha subito fatto esplodere tutto il pubblico: il mondo è come te lo metti in testa, prima traccia dell’omonimo album, molto amata dal pubblico. Probabilmente perché è una canzone in cui sembra di poter cogliere un po’ di più l’interiorità del cantautore. Questa sensazione, di poter provare a capire chi sta parlando, colpisce chi ascolta proprio per l’intro da subito inclusiva. Quasi come se Giovanni Truppi si volesse presentare a chi lo ascolta in cuffia: “Io mi chiamo Giovanni e il mio nome è un plurale, ma nonostante questo indizio che mi hanno dato mamma e papà quando sono nato ci ho messo più di venti anni a realizzare che siamo tantissimi qui dentro”.

Per poi raccontare la sua vita, che infondo non è troppo diversa da quella di tutti gli altri. Magari sarà questo il motivo per cui questa canzone è così amata: “Mi vedo con gli amici, ma non mi diverto tanto. E qualche sera a letto un pochettino piango. Io sono una lista di cose da fare. Io c’ho trent’anni e non so ancora come diventare” canta Giovanni Truppi. Durante il concerto l’artista campano canta anche alcune canzoni del suo ultimo album: “Infinite possibilità per essere finiti“, uscito nella scorsa primavera. Suona Amarsi come cani e La felicità per poi avviarsi verso la chiusura del concerto con Temporale. Nel corso della serata, oltre ovviamente a riproporre le canzoni del Mondo è come te lo metti in testa, ha cantato brani presenti in vecchi album come Pirati, dell’album Giovanni Truppi 2015, suonata accompagnato musicista Marco Buccelli. Immancabile a fine serata la canzone Sanremese, presente nell’album Tutto l’universo del 2022: Tuo padre, mia madre, Lucia. Canzone per cui durante il festival vince due premi: Il Premio Lunezia per il “valore musical-letterario” del brano e la Targa Mei come “miglior artista indipendente” al Festival. Gli ultimi brani con cui termina il concerto sono: Conoscersi in una situazione di difficoltà e Scomparire, dell’album solopiano del 2017.

Marta Francesca Esposito

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