Cultura

Giovedì grasso 2021: perché si chiama così

Il Carnevale 2021 può ufficialmente prendere il via. A inaugurare le danze è il cosiddetto Giovedì grasso, che quest’anno cade l’11 febbraio. I festeggiamenti proseguiranno poi fino al Martedì grasso (16 febbraio), ultimo atto del Carnevale prima che il Mercoledì delle Ceneri sancisca l’inizio della Quaresima.

Cosa significa e perché si chiama Giovedì grasso

Per spiegare il significato del Giovedì grasso bisogna partire ricordando che il Carnevale è una festa mobile, le cui date vengono fissate a calendario in base a quando si celebra la Pasqua. Questa premessa è importante per capire come mai l’etimologia della parola Carnevale derivi dal latino carnem e levare, ossia “eliminare la carne”. Si tratta di un esplicito riferimento agli obblighi religiosi imposti dalla Quaresima, il periodo di 40 giorni di digiuno e preghiera che conduce appunto alla Pasqua.

Non è molto semplice risalire al significato di tale definizione. Tuttavia, possiamo ben pensare che provenga dal fatto che, l’ultimo giovedì prima dell’inizio della Quaresima, a Venezia, era il giorno nel quale a Piazza San Marco si celebrava un’importante vittoria storica, quella del doge Vitale Michieli II contro Ulrico patriarca di Aquileia.

La Serenissima lo fece prigioniero in quanto responsabile della fuga dalla città del patriarca di Grado Enrico Dandolo. Ulrico venne scarcerato quando promise di pagare ai veneziani un tributo annuale alimentare composto da 12 pani, 12 porci e di 1 toro. Così, per ricordare la vittoria, si stabilì che ogni Giovedì grasso i macellai avrebbero tagliato la testa ai tori come simbolo di liberazione. Dunque, sia martedì che giovedì vengono definiti grassi in quanto in questi due giorni vi era l’usanza di mangiare in abbondanza per consumare tutte le scorte di cibo accumulate prima del digiuno imposto dalla Quaresima.

In quanto primo giorno di Carnevale, il giovedì viene dunque definito ‘grasso’ perché tradizionalmente apriva le porte a una settimana di abbondanti banchetti, che precedevano la lunga astinenza. I bagordi terminavano in corrispondenza dell’altro appuntamento simbolo di questa festa, noto con il nome di Martedì grasso. Queste restrizioni culinarie sono oggi per lo più cadute in disuso: è la stessa Chiesa ad averle abolite, sostituendole con altre mortificazioni come l’elemosina e la preghiera.

A onore di cronaca occorre notare che non in tutta Italia il Giovedì grasso inaugura il Carnevale. Nell’arcidiocesi di Milano, dove vige il calendario ambrosiano, la Quaresima inizia infatti la prima domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri. Tale ritardo si riflette anche sul Carnevale meneghino (definito ‘vecchio’), che parte e finisce dopo rispetto al resto d’Italia.

Back to top button