Cambio al vertice per Givenchy e sì, è uno di quelli che contano davvero. LVMH ha nominato Amandine Ohayon nuova CEO della Maison, con effetto immediato da gennaio 2026. Una mossa che non parla solo di leadership, ma di direzione, visione e (finalmente) nuovo slancio per una delle case più iconiche di Parigi.
Chi è Amandine Ohayon e perché questa nomina è super strategica per Givenchy
Se il nome ti suona familiare, non è un caso. Ohayon è considerata una delle figure manageriali più solide del gruppo LVMH, apprezzata per la sua capacità di lavorare a stretto contatto con i direttori creativi e per un approccio inclusivo, contemporaneo e molto retail-driven.
In altre parole: creatività sì, ma con i piedi ben piantati nel business reale. Ed è esattamente quello che serve oggi a Givenchy. Amandine Ohayon risponderà direttamente a Pietro Beccari, Chairman & CEO del LVMH Fashion Group e di Louis Vuitton. Un dettaglio tutt’altro che marginale: significa che Givenchy è ufficialmente tornata al centro del radar strategico del gruppo.
Il messaggio è chiaro: questa non è una fase di transizione, è l’inizio di un nuovo capitolo di crescita.
Alessandro Valenti passa a Dior (e il domino continua)
Con la nuova nomina, Alessandro Valenti lascia Givenchy per assumere il ruolo di Deputy Managing Director responsabile delle attività commerciali di Christian Dior Couture. Un passaggio laterale solo sulla carta, perché Dior resta uno dei pilastri assoluti del lusso globale.
Valenti aveva guidato Givenchy in una fase delicata di riorganizzazione, soprattutto dopo l’arrivo di Sarah Burton come direttrice creativa. Missione compiuta: ora la Maison è pronta per correre.
Sarah Burton + Amandine Ohayon: power duo in arrivo
Ed è qui che la cosa si fa interessante per chi ama davvero la moda. Sarah Burton alla direzione creativa e Amandine Ohayon come CEO è una combo che promette equilibrio perfetto tra visione artistica e strategia commerciale.
Una coppia che potrebbe riportare Givenchy a essere non solo rilevante, ma desiderabile. Di nuovo. Tradotto in linguaggio non corporate: più coerenza, più identità, più focus sul prodotto e sull’esperienza. Meno rumore, più sostanza. Con una leadership che sa parlare sia agli atelier che ai mercati globali.
L’obiettivo? Far crescere Givenchy senza snaturarla, rendendola una Maison capace di dialogare con una nuova generazione di clienti luxury, Gen Z inclusa, senza perdere il suo DNA couture.
Il 2026 per la Maison francese parte così: con una nuova CEO, una nuova energia e una direzione finalmente chiara. Ora tocca alla moda parlare.





