Gli anni più belli è la storia di quattro amici che attraversa uno spazio temporale di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, superando eventi che hanno cambiato il mondo

Due anni dopo il grande successo di A casa tutti bene, film italiano più visto del 2018 con più di nove milioni di euro di incassi, Gabriele Muccino torna a dirigere Pierfrancesco Favino nella nuova pellicola Gli anni più belli. Favino sarà affiancato da Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria ed Emma Marrone, per la prima volta sul grande schermo.

“È il film più grande che abbia mai realizzato perché i personaggi sono la microstoria nella cornice della grande storia. Sullo sfondo della storia che racconto c’è l’Italia che cambia, dalla fine degli anni di piombo alla caduta del Muro di Berlino, dalla stagione di Mani pulite all’11 settembre. Racconterò anche l’ascesa del Movimento 5 stelle. Non sarà un viaggio nostalgico, o pessimista: tutti i personaggi, con le loro difficoltà, sono spinti dall’idea che domani sarà un giorno migliore”

Giulio, Paolo e Riccardo, detto “il Sopravvissuto”, sono tre amici di sedici anni che formano un gruppo per affrontare l’adolescenza con più facilità, a loro si aggiungerà anche Gemma, di cui Paolo è follemente innamorato. Negli anni i protagonisti si ritroveranno ad essere testimoni di importanti avvenimenti della storia umana come la caduta del muro di Berlino, Mani Pulite, l’arrivo di Berlusconi e il crollo delle Torri Gemelle, oltre che a numerosi eventi personali che faranno crescere e maturare i quattro personaggi.

Gli anni più belli: una storia di amicizia, amore e vita. Immagine dal web
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L’omaggio di Muccino

Nella pellicola il regista Muccino cita, omaggiandoli, due grandi film del cinema italiano che sono stati in grado di narrare la vita del paese attraverso le risate della commedia, C’eravamo tanto amati di Scola e Una vita difficile di Risi.

“Mi ispiro a quel cinema per capire chi siamo, da dove veniamo e perché siamo ciò che siamo oggi. E di C’eravamo tanto amati ho messo due citazioni, per le quali ho chiesto al produttore di comprare i diritti, per sentirmi più libero di farle. Ma non sono plagi: sono degli omaggi sentiti.”

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