C’è un nuovo problema all’orizzonte per Benjamin Netanyahu: la costituzione di una super coalizione di centro-destra, che lo sfiderà alle prossime elezioni. Con una mossa che alcuni analisti hanno paragonato all’intesa che ha destituito Viktor Orbán in Ungheria, due ex primi ministri -il conservatore Naftali Bennett e il centrista Yair Lapid– hanno rilasciato dichiarazioni annunciando la fusione dei loro partiti, Bennett 2026 e Yesh Atid (C’è un futuro).
La popolarità di Netanyahu in Israele è appesa a un filo
La notizia è arrivata poco dopo la rivelazione, da parte del premier, di essersi recentemente sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno alla prostata, sollevando interrogativi sulla tempistica di una comunicazione vaga sui dettagli e sul suo stato di salute in generale, quest’ultimo probabilmente un tema centrale della campagna elettorale.
Fin dal suo primo mandato, negli anni Novanta, Netanyahu è una figura piuttosto polarizzante, sia in patria che all’estero. Bennett e Lapid avevano già unito le forze in passato, ponendo fine al suo mandato consecutivo di dodici anni consecutivi con le elezioni del 2021, per poi formare un governo di coalizione che, con una risicata maggioranza e profondamente diviso su questioni come il conflitto israelo-palestinese, era durato appena diciotto mesi. La loro coalizione includeva per la prima volta nella storia di Israele un partito proveniente dalla minoranza araba del Paese –palestinese per origine, israeliana per cittadinanza– la Lista Araba Unita (UAL). Prima di allora, i due si erano imposti nel governo di coalizione del 2013, una mossa che aveva escluso i tradizionali alleati ebrei ultraortodossi del premier.
Naftali Bennett e Yair Lapid uniranno le forze alle prossime elezioni
«Siamo qui insieme per il bene dei nostri figli. Lo Stato di Israele deve cambiare rotta», ha dichiarato Lapid, affiancato da Bennett, durante una conferenza stampa congiunta domenica. Quest’ultimo ha annunciato che il nuovo partito si chiamerà Insieme e che ne sarà il leader: «Dopo trent’anni, è tempo di separarsi da Netanyahu e aprire un nuovo capitolo per Israele». Bennet ha inoltre invitato Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane e leader del partito Yashar, ad unirsi a loro. I sondaggi suggeriscono che la combinazione dei tre partiti creerebbe il gruppo più numeroso alla Knesset. Lunedì, Eisenkot ha chiesto a Bennett di coordinare con lui eventuali mosse future.
Sebbene Eisenkot non abbia ancora annunciato ufficialmente la sua adesione alla coalizione, ha accolto con favore la nuova formazione. «L’obiettivo di vincere le cruciali elezioni che ci attendono è condiviso», ha scritto, definendo Bennett e Lapid “partner” e impegnandosi a continuare ad agire «responsabilmente e saggiamente» per raggiungere «la vittoria e il cambiamento necessari per lo Stato di Israele».
Federica Checchia





