Gli attacchi dell’Iran a diversi edifici di Dubai hanno provocato un comprensibile panico generale. Negli ultimi giorni sono stati colpiti il grattacielo Burj Al Arab, l’hotel a cinque stelle Fairmont The Palm e i due aeroporti principali della città, nei quali sono rimasti bloccati moltissimi viaggiatori di diverse nazionalità. La pericolosità della situazione, tuttavia, non sembra scalfire gli influencer, che sempre decantano sui social la sicurezza del cuore degli Emirati Arabi Uniti.
In queste ore, Instagram e TikTok pullulano di video in cui creator, imprenditori, modelle e “crypto-bros” minimizzano i rischi. Qualcuno, c’è da dirlo, si sta effettivamente mostrando preoccupato, e sostiene che la retorica del benessere e dell’inattaccabilità della metropoli sia stata confutata dai fatti. La maggior parte, però, si sta impegnando a mostrarsi tranquilla e serena.
Le parole degli influencer italiani a Dubai: «Io mi sento più sicuro qui a Dubai che in Italia»
Nonostante il conflitto in corso tra Israele, Stati Uniti e Iran, per chi si occupa di investimenti immobiliari e servizi vari, tenere in piedi l’idea che Dubai sia un posto estremamente sicuro vuol dire preservare le proprie finanze. Tra gli influencer nostrani spiccano le parole di Luis Salvi: «Io mi sento più sicuro qui a Dubai che in Italia». In un filmato, il content creator napoletano attacca la cantante BigMama, tra le prime a parlare degli attacchi in aeroporto, accusandola di eccessivo allarmismo.
Gli fa eco Alessandra Lorenzini, imprenditrice che vive a Dubai. La creator continua a definirla «la città più sicura al mondo», sostenendo che il «terrorismo mediatico» stia provocando più disagi dei missili. In modo più brutale, ma forse più sincero, ofmcosta, che offre consulenze su come dare vita a “modelle AI”, ha pubblicato un video che mostra un razzo attraversare il cielo. Nella didascalia, però, ha scritto: «preferisco essere bombardato dai missili che dal 50% di tasse».
Il danno d’immagine provocato dalla guerra
Secondo buona parte della stampa internazionale, gli influencer starebbero disperatamente facendo finta di niente perché sanno bene che trattare argomenti politici potrebbe costar loro centinaia di follower. Allo stesso tempo, quasi tutti sono vincolati da contratti con marchi e aziende, che richiedono la pubblicazione costante di contenuti che, ovviamente, non possono lasciar trapelare la paura. Molti di loro, dopotutto, si occupano di business locali, e l’idea della guerra influirebbe negativamente sull’economia. Come se non bastasse, negli Emirati, criticare pubblicamente il governo è un reato, e anche questo è un fattore di cui tener conto.
Lo stesso governo locale, d’altronde, sta facendo di tutto per arginare il danno d’immagine. Poche ore fa, il Dubai media office, l’organo governativo che si occupa della reputazione della città, ha pubblicato su X un video in cui il presidente degli Emirati e il vice primo ministro passeggiano indisturbati in un centro commerciale. Si tratta, naturalmente, di un tentativo di rassicurare i cittadini -e il resto del mondo- circa la sicurezza della città. Con il conflitto in continua espansione, il punto di non ritorno sembra però essere sempre più vicino, e non c’è influencer o content creator che tenga, di fronte alla realtà.
Federica Checchia





