Il tentativo di mediazione tra Thailandia e Cambogia annunciato dal presidente degli Stati Uniti doveva garantire un “cessate il fuoco”. Malgrado quanto detto da Donald Trump, gli scontri continuano.
Il cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia era fragile
Secondo quanto riportato da Il Post, lo scontro sembra tutt’altro che arrestato. Il primo ministro thailandese, Anutin Charnvirakul, ha dichiarato che l’esercito non intende fermarsi, fintanto che la Cambogia non ritira le sue truppe. In aggiunta Charnvirakul chiede che la Cambogia rimuova le mine antiuomo piazzate lungo il confine. Il ministro della Difesa cambogiano ha confermato che alcuni aerei thailandesi hanno bombardato delle aree di confine durante la notte.
La Thailandia ha ripreso i bombardamenti ai danni della Cambogia, sostenendo che quest’ultima aveva violato un precedente cessate il fuoco entrato in vigore a fine luglio. Negli ultimi giorni le autorità hanno evacuato circa 700.000 persone e gli scontri hanno ucciso 21 persone. Il presidente degli Stati Uniti, in seguito a una conversazione avvenuta con Charnvirakul e Hun Manet, ha annunciato che entrambi i paesi avevano accettato di interrompere immediatamente gli attacchi. Il primo ministro thailandese Charnvirakul ha smentito l’efficacia dell’accordo, lasciando invariata la situazione sul campo. Le operazioni militari, infatti, non si sono interrotte.
Donald Trump dichiara di dover intervenire
Una rivalità storica che alimenta gli scontri tra Thailandia e Cambogia, con l’obiettivo di contendersi le aree lungo il confine di 820 km. I combattimenti, però, non rappresentano le uniche misure punitive. I paesi le applicano in ambito commerciale e attraverso l’accesso reciproco limitato ai cittadini. Come accennato poc’anzi, i negoziati di Malaysia, avevano portato a un accordo di cessate il fuoco. In quell’occasione il presidente Trump ha deciso di intervenire. Consapevole della dipendenza commerciale dei due paesi dagli Stati Uniti, li ha minacciati di interrompere gli scambi commerciali e di imporre ulteriori dazi. L’accordo, dapprima raggiunto, si è rivelato molto fragile.
Le continue accuse da parte dei paesi di aver violato gli accordi, iniziate a dicembre, sono sfociate poi negli scontri di questa settimana. Donald Trump si è rivelato particolarmente infastidito dalla notizia della ripresa del conflitto, dichiaratosi da sempre abile nelle sue capacità di mediazione. Martedì aveva dichiarato “Mi pesa dirlo, ma Cambogia e Thailandia hanno ricominciato oggi… e domani dovrò fare una telefonata”. Ha aggiunto, poi “chissà, magari farò una telefonata e fermerò la guerra tra due paesi molti importanti?”
Stefania Cirillo





