Gli Stati Uniti hanno annunciato che rimuoveranno la Siria dalla loro lista dei Paesi che sostengono il terrorismo. La decisione è arrivata in seguito all’incontro fra il presidente statunitense Donald Trump e quello siriano Ahmed al Sharaa ad Ankara, in Turchia, a margine del vertice della NATO che ha avuto luogo nella capitale turca fra martedì e mercoledì. Il provvedimento entrerà in vigore tra quarantacinque giorni. In teoria, il Congresso statunitense potrebbe votare contro e bloccarlo, ma l’ipotesi è altamente improbabile.
«Penso che rimuoveremo la Siria dalla lista del terrorismo, ha fatto un gran lavoro», ha rivelato Trump nel corso del bilaterale con il presidente siriano. «La Siria ha compiuto un grande passo avanti nell’unificazione del Paese. Ciò è stato possibile grazie alla revoca delle sanzioni da parte degli USA e al sostegno della Turchia e degli Stati del Golfo», ha dichiarato da parte sua al-Sharaa.
Il cambiamento della Siria dopo il colpo di Stato che ha portato alla fine del regime di Assad, e il nuovo legame con gli Stati Uniti
L’eliminazione della Siria dall’elenco non arriva a sorpresa: nel dicembre del 2024 i gruppi armati guidati da al Sharaa hanno deposto il regime del dittatore Bashar al Assad, mettendo un punto a oltre cinque decenni di governo dispotico della famiglia Assad e a più di dieci anni di guerra civile. Fino ad allora, l’attuale presidente siriano era noto con il nome di battaglia di Abu Muhammad al Jolani. In precedenza, aveva fatto parte sia dello Stato Islamico che di al Qaeda. Dopo il colpo di Stato, tuttavia, ha assunto il ruolo di capo ad interim del Paese, diventando una figura unificatrice e un ponte di dialogo con l’Occidente.
Proprio per questo, già dall’inizio dello scorso anno gli Stati Uniti e la NATO hanno avviato una progressiva rimozione delle punizioni che avevano imposto al governo siriano. Far parte dell’elenco comporta l’essere sottoposti a una serie di sanzioni, fra le quali delle limitazioni agli aiuti dall’estero, il divieto di vendita di armi e altre misure economiche. La classificazione della Siria come nazione che sostiene il terrorismo -che negli USA vigeva dal 1979- rendeva molto rischioso per le aziende statunitensi avere affari nel Paese. Alla fine, dunque, hanno prevalso gli interessi economici.
Federica Checchia





