Nuovo attacco americano nella regione meridionale dell’Iran, intorno alla città portuale di Bandar Abbas. L’azione è stata definita dagli statunitensi “puramente difensiva“. Immediati gli attacchi di rappresaglia iraniani, che sostengono invece di aver colpito una base militare americana e sono tornati a lanciare attacchi missilistici e con droni sui Paesi del Golfo, in particolare gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Sparati colpi anche contro alcune petroliere che avrebbero tentato di passare lo Stretto di Hormuz tenendo i radar spenti. 

Stando ad Axios, l’attacco sarebbe arrivato dopo che i pasdaran hanno lanciato quattro droni contro una nave commerciale americana. Secondo le prime informazioni, tra le azioni militari ci sarebbe stato un raid mirato contro il nuovo leader della marina dei pasdaran, il brigadier generale Ali Azmaei.

I media iraniani, secondo quanto riporta Al Jazeera, riferiscono che quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro. La notizia è stata confermata dalla tv di Stato iraniana. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim riferisce che quattro imbarcazioni sono state intercettate dalle forze navali mentre tentavano di attraversare lo Stretto senza aver coordinato la manovra con le autorità iraniane. Le imbarcazioni hanno ricevuto ma ignorato un primo avvertimento dalle forze navali iraniane, che hanno aperto il fuoco. 

La situazione in stallo tra Iran e Usa

Ieri annunci e smentite sulle trattative per porre fine alla guerra tra Iran e USA. La tv di Stato di Teheran ha fatto filtrare una bozza di accordo che prevede il ritiro delle forze americane e la revoca del blocco ai porti iraniani in cambio della riapertura di Hormuz. La Casa Bianca però ha negato tutto: “Una completa invenzione”

Mercoledì Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta che l’accordo includa l’obbligo per diversi altri Paesi, tra cui Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Pakistan, di aderire agli Accordi di Abramo , gli accordi mediati dagli Stati Uniti durante il primo mandato di Trump e volti a normalizzare le relazioni diplomatiche ed economiche con Israele.

“Stiamo chiedendo con insistenza che si uniscano a noi”, ha detto Trump.

L’ottimismo di Trump riguardo alla possibilità che gli altri paesi mediorientali e a maggioranza musulmana possano presto aderire agli accordi potrebbe essere eccessivamente ambizioso.

In che modo il piano di Trump influisce sulla guerra di Israele in Libano?

Un altro punto cruciale ancora irrisolto riguarda la possibilità che il cessate il fuoco si estenda anche alle operazioni israeliane contro Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall’Iran. L’Iran ha insistito affinché il Libano sia incluso in qualsiasi accordo di cessate il fuoco negoziato con gli Stati Uniti.

L’amministrazione sembra lasciare un certo margine di manovra sulla questione libanese. Il memorandum d’intesa in fase di elaborazione prevede un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e i loro alleati contro l’Iran e i suoi gruppi affiliati, come Hezbollah, ma sottolinea anche il diritto di Israele ad agire contro minacce imminenti e per legittima difesa. L’esercito israeliano e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran , continuano a scontrarsi lungo un fiume strategico nel Libano meridionale, mentre le truppe israeliane avanzano verso nord.