GamesMetroNerd

God of War – Recensione

A distanza di tre settimane dal lancio di God of War, abbiamo deciso di parlarne e dare anche noi un parere generale sul gioco.

 

 

In breve introduciamo la trama del gioco, senza toccare quella di questo nuovo capitolo di cui noi vi consigliamo di recuperare quelli precedenti per capire meglio la trama di quest’ultimo. Il gioco ci ha abituati alla mitologia greca, questa volta invece siamo nel nord inoltrato nella mitologia norrena. Abbiamo apprezzato questo mischiarsi tra fantasia e mitologia.  

 

Cercheremo di non fare grandi spoiler alla trama però alcune cose vanno dette per approcciarsi a questo nuovo capitolo. Innanzitutto si va incontro ad un nuovo Kratos, cambiato dagli anni e dalle sofferenze passate. Kratos si trova in questo nuovo viaggio con la sua progenie Atreus dove l’evoluzione del rapporto e la sensibilità nel mettere a nudo le debolezze e i sentimenti a livello umanistico è stato un lavoro magistrale. Si vede che questo è tutto un nuovo mondo e nuovo modo di vedere il God of War di cui siamo abituati. Quando si inizia il capitolo sorge spontanea una domanda, ma questa progenie che accompagna Kratos nel viaggio, è una palla al piede come la famosa Ashley di Resident Evil 4 della CAPCOM con il suo tormentone “LEOOOON” “LEOOOON”? La risposta è, fortunatamente, no. Il nostro amico dio non è per nulla docile con il ragazzo, e con la scusa di compiere la missione affidatogli dalla madre, lo addestra, in modo tale che, crescendo, possa proteggersi da solo nel mondo, non proprio con consigli da padre modello, ma come già detto, la storia evolve sempre e le reazioni umane ne fanno da padrone.  

 

 

Gameplay

Appena iniziato il gioco ci saremmo aspettati qualche combattimento spettacolare come tutorial, invece si parte molto blando (questa non è una critica, serve per far immergere il giocatore in maniera graduale nell’atmosfera e nel nuovo mondo, immedesimandosi in Kratos stesso). Si è parlato molto del fattore Open World che in teoria c’è, però comunque in modo limitato avendo ampi spazi di movimento ed esplorazione.

 

Il gioco in sè dura una 20ina di ore come storyline principale, mentre con tutte le deviazioni del caso si arriva anche a 40 ore. Lo stile di combattimento è un po’ diverso da ciò che ci si poteva attendere, ma resta in linea con gli standard a cui ci ha abituati la Santa Monica Studios; la sensazione che ti dà durante i combattimenti, joypad in mano, ti trasmette la stessa ferocia che ha Kratos nello smembrare i sui nemici. Semplificando il combattimento, possiamo dire che fondamentalmente si basa su un’ ascia che viene utilizzata nel combattimento o essere lanciata e richiamata in stile “Wilmaa, dammi la clava! Cit.”, oppure si può optare per uno stile a mani nude e scudo, che in realtà verrà poi utilizzato tutto insieme con l’ausilio di Atreus.  

 

I combattimenti diventano sempre più complessi e articolati, quindi va sfruttata la propria dote tattica. Questo vi farà pensare che non starete più giocando ad un action-adventure puroma ad un RPG, il che è vero, ha delle noti da RPG e che non dispiace affatto. Uno di noi ha apprezzato le noti RPG mentre l’altro è più un tradizionalista e gli ha fatto un po’ storcere il naso. Una delle tante note positive è che si sono concentrati tutti solo sul SinglePlayer escludendo la parte multi giocatore che, secondo noi, è un’ottima scelta nonché scelta coraggiosa dove viviamo in un momento in cui il multiplayer fa da padrona.

 

Per il compartimento grafico è d’obbligo fare il paragone con Horizon Zero Dawn, difatti viene spontaneo.  Se con Guerrilla Games si erano già raggiunti livelli altissimi per essere un gioco per console (vedi anche l’alto livello tecnico di Killzone Shadow Fall), God of War consolida questi livelli spingendosi ancora più avanti, facendo raggiungere le massime potenzialità grafiche sia del modello standard che di quella Pro. (Da notare però che sul modello Phat, prima versione, sembra che stia per decollare).

La colonna sonora è stata realizzata da Bear McCreary, il curatore delle OST di Battlestar Galactica e di The Walking Dead, quindi compositore già noto per le sue doti. Alcune delle traccie sono epiche, perfettamente armonizzate con l’ambiente, riescono a catturare e coinvolgere lo spettatore, soprattutto con i tagli cinematografici, intimamente mescolati al gioco. 

  

 

 

Giudizio finale 

 

Non vorremmo ridurre l’immensità di questo gioco con un semplice voto numerico, questo God of War è il miglior capitolo che sia arrivato per ps4, nel suo genere, tratta bene: la trama, la mitologia norrena e la parte emotivo-psicologia che è venuta a crearsi tra il rapporto inedito che ha dovuto affrontare Kratos con suo figlio. Molto ben sviluppati gli aspetti evolutivi, dalla trama ai personaggi. Forse una pecca del gioco è stato introdurre una serie di sfide ripetitive per tentare di allungare in maniera forzata il gameplay, spezzando così una fluidità impeccabile della storia dove, comunque, ci stavano, aumentando il livello di sfida. 

 

Questo è tutto dai MakeABites! Se vi piace lasciate un commento qui sotto!

Back to top button