Sport

Golf e Covid: nuova petizione in Regno Unito a favore dei circoli

Il Primo Ministro Boris Johnson ha decretato, il 4 gennaio, un nuovo lockdown in tutto il Regno Unito. Tra le nuove disposizioni si è prevista anche la chiusura dei golf club a causa del Covid, i giocatori però non vogliono rinunciare al loro sport e hanno creato una petizione.

I giocatori di golf contro la chiusura imposta dal Covid

Il governo del Regno Unito con le normative emanate due giorni fa prevede che “Gli sport da campo, palestre esterne, circoli golfistici, piscine esterne, campi per tiro con l’arco e poligoni di tiro devono rimanere chiusi.”.
Se i golfisti d’oltremanica avevano combattuto per tenere aperti i loro circoli già durante il precedente lockdown (come spiegato in questo articolo), non si danno per vinti neanche durante l’ennesima serrata. A riprova di questa tendenza è stata lanciata una petizione sul portale dedicato del Parlamento, obiettivo: tenere aperti i golf club a prescindere dalle restrizioni. Questa iniziativa per essere discussa dovrà raggiungere 100.000 firme entro sei mesi dalla sua creazione e i presupposti che ciò avvenga sono elevati, dato che il conteggio si trova a 60.000 firme dopo un solo giorno.

La petizione è stata creata da tale Paul Marton sul quale non si hanno notizie chiare, è invece certo che la sua idea è stata rilanciata da personaggi illustri, in primis da Lee Westwood sul suo profilo Twitter.
La richiesta viene sostenuta dalla seguente motivazione: “Il rischio di trasmissione del Covid è minore all’aperte, quindi non c’è nessuna ragione per fermare il golf. Quest’ultimo è un importante esercizio per molte persone e ha numerosi effetti mentali benefici.”.
Al raggiungimento della soglia prestabilita si discuterà in Parlamento la questione, valutando non solo il Covid più largamente inteso, anzi, tenendo in considerazione le varianti “inglese” e “sudafricana” che paiono essere ancor più contagiose rispetto a quella responsabile della pandemia.

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