Cinema

Gomorra: la bellezza del degrado secondo Garrone

Su Rai Movie il film Gomorra, vincitore agli EFA e mattatore dei David di Donatello 2009, diretto da uno dei migliori cineasti della nuova generazione.

Gomorra: la bellezza del degrado secondo Garrone
La locandina del film

Gomorra: la Napoli della camorra sul tetto d’Europa del cinema

Si può portare sul tetto dell’Europa cinematografica la Napoli degradata, in preda alle azioni della malavita? E se non si è soddisfatti, si può replicare ai David di Donatello, diventandone mattatori assoluti? Con Gomorra sì.

Matteo Garrone ci è riuscito. Il suo miglior film della carriera, Gomorra, che andrà in onda questa sera su Rai Movie, nel 2009 riuscì nell’impresa di laurearsi “campione d’Europa” nel cinema, vincendo ben 5 European Film Awards e successivamente 8 David di Donatello.

Gomorra: la bellezza del degrado secondo Garrone
Salvatore Cantalupo (Pasquale) e Gigio Morra (Iavarone) in una scena del film mentre sparano ai rivali in riva al lago

Gomorra: un’analisi antropologica della camorra tra omaggi al Neorealismo e la questione meridionale

Incentrato su quattro storie intrecciate tra loro di quattro ragazzi che vivono nei quartieri difficili di Napoli, Gomorra è innanzitutto un’immagine sociologica ed antropologica che Garrone mette in atto in maniera cruda ed analitica, mettendo in campo un richiamo al neorealismo che si ripercuote in ogni scena.
Non a caso, il film vuole essere un omaggio al movimento cinematografico che caratterizzò il cinema degli anni ’50. Le lunghe sequenze, girate in piano sequenza, sono un assaggio della grande prova stilistica che Garrone compie, rendendo questa pellicola un autentico gioiellino.

Inoltre, il film vuole essere un richiamo alla letteratura naturalista francese, in particolare quella di Honoré De Balzac. Infatti, come nel suo capolavoro Papà Goriot, il romanziere transalpino elabora la teoria dell’influenza dell’uomo sull’ambiente in cui vive, così fa il regista romano con la Napoli camorrista.
Un’indagine che, però, vuole suonare anche come una denuncia verso quel Sud ancora bistrattato e lasciato a sé stesso, in preda alla povertà e al degrado che si vive soprattutto nelle periferie, dove persiste il problema maggiore della criminalità organizzata.

Gomorra: la bellezza del degrado secondo Garrone
La copertina del romanzo di Saviano, grande successo editoriale

Le origini del film: il successo editoriale del romanzo di Saviano

Come nei migliori film che si rispettano, anche Gomorra ha conosciuto la luce cinematografica attraverso un romanzo di Roberto Saviano. Infatti, il film è tratto dal romanzo che lo scrittore e giornalista napoletano scrisse nel 2007, suscitando un grande successo editoriale, con oltre venti milioni di copie vendute nel mondo.
Un successo che ha reso Saviano un testimone scomodo, tanto da essere costretto a vivere sotto scorta a causa delle minacce avanzate dalla camorra nei suoi confronti (oltre a quelle di un politico che di questo Paese è stato anche ministro dell’Interno)…

La trasposizione cinematografica, fedele al romanzo, incentra su di sé la potenza visiva di un riscatto utopico, schiacciato dagli abusi di potere e dal conflitto che può creare la sete di potere e di denaro. Quel denaro, così tanto prezioso che, a volte, può portare a delinquere per mascherare situazioni difficili, dove lo Stato non c’è.

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