Attualità

Grazie a Mario Draghi l’Italia è Paese dell’anno per “The Economist”

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È certamente un bellissimo traguardo per il nostro paese che da sempre vive all’ombra delle grandi potenze europee e mondiali, poter accettare il titolo di Paese dell’anno da parte del settimanale “The economist”. I rappresentati politici collaborano per un unico programma, le percentuale delle vaccinazioni alle stelle, l’economia in ripresa. E tutto questo grazie a Mario Draghi e al suo abile governo.

Il lavoro di Mario Draghi porta l’Italia ad essere premiata come Paese dell’anno

Dopo questi quasi due anni di grandissima difficoltà causata dalla pandemia, ricevere questo titolo è certamente una grandissima soddisfazione per l’Italia. Abbiamo passato dei mesi veramente orribili. Spiazzati dalla ignoranza sul Virus a cui nessuno riusciva a dare una spiegazione, piegati dalle attività rimaste chiuse per tanto tempo, stanchi di vedere i nostri cari morire. L’Italia è stata probabilmente uno dei paesi più duramente colpiti dal Covid-19 ma è stato anche uno dei paesi a riprendersi con più forza.

A dirlo è “The Economist” settimanale d’informazione politico-economica inglese, incentrato per lo più su attualità globale, commercio internazionale, politica e tecnologia. Il premio Paese dell’anno arriva in maniera particolare grazie al duro lavoro di Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana a partire da febbraio 2021. È lui che ha preso le redini della seconda parte della pandemia, quella in cui era necessario mettere in atto delle scelte forti e decisive. Draghi, difatti, non ha mai mancato di farlo.

Con Mario Draghi l’Italia ha certamente acquisito un premier di tutto rispetto, apprezzato a livello internazionale e con alle spalle degli studi economici di ampio respiro che gli hanno certamente permesso di risollevare il nostro paese da una situazione decisamente complessa.

I traguardi dell’Italia di Draghi

Nonostante “The Economist” abbia spesso criticato il nostro paese, quest’anno si trova costretto a dover ammettere un grande cambiamento. “Un’ampia maggioranza dei suoi politici ha seppellito le proprie divergenze per sostenere un programma di profonda riforma che dovrebbe significare che l’Italia ottiene i fondi a cui ha diritto nell’ambito del piano di ripresa post pandemia dell’Ue”, possiamo leggere all’interno dell’articolo.

Altrettanto apprezzabile è la campagna vaccinale portata avanti dall’Italia. Il paese è infatti uno degli stati europei con la percentuale di popolazione vaccinata più alta in Europa. Per non considerare quanto profondamente si sia ripresa l’Italia da un punto di vista economico. Anche sbaragliando Francia e Germania.

La rivista britannica prosegue poi nell’articolo manifestando il suo timore per il desiderio di Draghi di diventare Presidente della Repubblica. Nell’articolo si legge “Un incarico più cerimoniale”, e a lui “potrebbe succedere a un primo ministro meno competente. Ma è difficile negare che l’Italia di oggi sia un posto migliore di quanto non fosse nel dicembre del 2020”.

Cristina Caputo

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