Sono passati più di cinquant’anni dalla chiusura della Grotta di Diana a Villa d’Este (Tivoli). E ora un gioiello della storia dell’arte italiana può tornare alla luce anche grazie al restauro di Fendi, che ha collaborato con l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este-Villae. Dal 6 maggio infatti sarò nuovamente aperto al pubblico il ninfeo situato nella Passeggiata del Cardinale.

Fendi contribuisce al restauro della Grotta di Diana a Villa d’Este

La maison romana ha collaborato e contribuito all’attuazione degli interventi conservativi, pensati per recuperare tutti gli elementi chiave della Grotta. Il progetto si è dedicato non solo alla salvaguardia degli apparati decorativi interni, ma anche di ogni aspetto del ninfeo (strutture architettoniche comprese). Tra gli obiettivi, oltre alla conservazione, anche la valorizzazione. Ora la Grotta sarà infatti pienamente fruibile. Tra le operazioni più significative c’è anche l’installazione di una vetrata, posta nella loggia affacciata su Roma. Si tratta di una soluzione pensata per proteggere la Grotta dal vento, che nei secoli ha contribuito all’erosione dei materiali più delicati.

Silvia Venturini Fendi, Direttrice Artistica Accessori e Collezioni Uomo della maison fondata a Roma nel 1925, si dice entusiasta. “Il restauro della Grotta di Diana a Villa d’Este è per Fendi un atto d’amore, il più recente di un percorso secolare di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, che culmina quest’anno con la celebrazione del nostro centenario. Quest’opera rappresenta per noi un ulteriore investimento sul futuro che parte dalla memoria del passato: un impegno volto a preservare la bellezza e la storia del nostro paese”.

Marianna Soru

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