Bruno Mars ha concluso i suoi due attesissimi live allo Stadio San Siro di Milano tra gli applausi del pubblico. All’indomani degli show, però, molti, anzi moltissimi dei presenti hanno lamentato problemi di audio, posti a visibilità fin troppo ridotta e un parterre suddiviso in modo errato. A offrire una maggior cassa di risonanza al malcontento di parte dei cinquantamila spettatori è lo speaker di Radio Number One, Alvise Salerno; sui suoi social, il conduttore ha infatti raccontato la sua esperienza personale, lodando lo show e la performance della popstar, ma puntando il dito contro gli organizzatori.

«Lui è stato spaziale», ha chiarito in un video. Salerno aveva selezionato dei posti a visibilità ridotta e, dunque, era pronto a non avere una visuale completa dell’arena ma, come ha voluto sottolineare, dal suo sedile «non si vedeva proprio un ca**o». «Capisco la necessità di vendere per fare cassa, ma va messo un limite per rispetto nei confronti del pubblico», ha proseguito, parlando di come molti ragazzi seduti accanto a lui abbiano seguito lo spettacolo sconsolati e senza entusiasmo.

Parterre squilibrati, audio e visibilità ridotta, costi proibitivi: cosa è successo ai live di Bruno Mars a Milano

Nel parterre, le cose non sembrano essere andate meglio. Nel suo video, Alvise Salerno ha mostrato chiaramente la differenza tra il prato “normale” e quello gold: da una parte, una grande area -decisamente più costosa rispetto all’altra- che occupa quasi tutto lo spazio del Meazza a disposizione; dall’altra, una lingua di terreno che la circonda. Lo speaker ha dichiarato: «La distinzione è bruttissima. Dividere il parterre per avere più introiti è una delle cose più ignobili a danno dei consumatori».

Una ragazza ha replicato al suo post affermando di aver speso oltre duecento euro per un primo anello, riuscendo però a vedere poco o niente. L’utente ha poi aggiunto: «Bastavano dei ledwall, almeno non mi fai sentire di serie B rispetto a chi era centrale». Come lo stesso Salerno ha confermato, in fase di acquisto non era specificato quanto effettivamente fosse ridotta la visibilità dei posti selezionati. La scelta dello staff artistico di Bruno Mars di optare per un palco lineare, senza passerella, ha fatto il resto.

Federica Checchia