Il primo trimestre non è stato buono per Kering, ma soprattutto per Gucci, con un crollo del 25%. Il colosso della moda della famiglia Pinault ha infatti registrato una discesa globale del 14%, con un ricavo pari a 3,883 miliardi. Chiaramente, il risultato è inferiore alle attese: il consensus di Bloomberg infatti stimava ricavi a 4,09 miliardi.
Gucci, crollo del 25% (e del 14% per Kering)

Ad influenzare così negativamente l’andamento potrebbero essere diversi fattori. Il gruppo ha registrato ricavi a 1,571 miliardi, in calo del 25% su base comparabile e registrato forti flessioni. Queste si riscontrano sia nel retail diretto (-25%), che nel wholesale (-33%). Per il marchio il consensus era di 1,62 miliardi (-23,26%). Uno dei cambiamenti più importanti registrati nel trimestre è stata sicuramente la nomina dello stilista georgiano Demna Gvasalia a nuovo direttore artistico.
François-Henri Pinault, presidente e amministratore delegato del gruppo Kering, commenta i risultati del primo trimestre. “Come avevamo previsto, Kering ha affrontato un inizio anno difficile. In questo contesto, siamo pienamente concentrati sull’esecuzione dei nostri piani d’azione per raggiungere i nostri obiettivi strategici e finanziari e rafforzare il posizionamento delle nostre case su tutti i nostri mercati”. Ha inoltre ricordato che “stiamo aumentando la nostra vigilanza per far fronte ai venti contrari macroeconomici che il nostro settore deve affrontare e sono convinto che usciremo rafforzati dalla situazione attuale”.
Marianna Soru
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