Non è un periodo facile per Kering, il colosso della moda proprietario (anche) di Gucci. Il gruppo sta infatti affrontando una fase di crisi, con un calo di utile e fatturato, sicuramente influenzato dalla crisi che sta affrontando uno dei suoi marchi di punta, Gucci appunto. Quest’ultimo, ora che anche il direttore creativo Sabato De Sarno ha lasciato la posizione, si trova in un momento transitorio, che ha fatto scendere i numeri di parecchio (si parla del 23%).

Cosa sta succedendo a Kering? Calo del – 12%

François-Henri Pinault, Presidente e Direttore Generale di Kering, ha raccontato in un comunicato cosa sia successo quest’anno. “In un anno difficile, abbiamo accelerato la trasformazione di molte delle nostre Maison e lo abbiamo fatto agendo con determinazione per consolidare i nostri marchi e coltivare la loro desiderabilità a lungo termine. Nell’insieme del Gruppo, e per Gucci in primo luogo, abbiamo preso decisioni decisive aumentare l’impatto della nostra comunicazione, rendere più rilevanti le nostre strategie di prodotto, continuare ad elevare la qualità della nostra distribuzione, nel rispetto del patrimonio creativo che contraddistingue le nostre aziende. Abbiamo rafforzato la nostra organizzazione e l’efficienza delle nostre operazioni, effettuato assunzioni chiave e guadagnato in agilità. I nostri sforzi devono rimanere importanti e siamo fiduciosi di aver portato Kering a un punto di stabilizzazione, a partire dal quale riprenderemo gradualmente la nostra traiettoria di crescita”.

Ma cosa dicono i dati? Il fatturato 2024 nella propria rete retail, incluso l’e-commerce, è in calo del 13% su base comparabile. Il fatturato Wholesale del gruppo è diminuito del 22% su base comparabile. Mentre per l’intero gruppo, le attività Wholesale e Altre diminuiscono del 9% su base comparabile. L’utile operativo corrente ha invece raggiunto nel 2024 i 2,6 miliardi di euro, in calo del 46% rispetto al 2023. Il margine operativo corrente è stato pari al 14,9% nel 2024, rispetto al 24,3% del 2023. La quota di utile netto parte del gruppo per il 2024 ammonta a 1,1 miliardi di euro, ma scende addirittura del 62% anno su anno, mentre la quota di utile netto ricorrente parte del gruppo raggiunge gli 1,3 miliardi di euro, per una diminuzione del 57% in un anno.

Marianna Soru

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