Sabato De Sarno non sarà più il direttore creativo di Gucci, l’azienda di moda controllata dal gruppo francese Kering, dove era arrivato nel 2023 prendendo il posto di Alessandro Michele, poi passato da Valentino
«Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine a Sabato per la sua passione e dedizione per Gucci. Apprezzo sinceramente il modo in cui ha onorato l’artigianalità e la tradizione di Gucci con tale impegno», ha detto Stefano Cantino, dal 1° gennaio scorso ceo di Gucci. Francesca Bellettini, deputy ceo di Kering e responsabile del brand development, ha dichiarato invece: «Ringrazio sinceramente Sabato per la sua lealtà e professionalità. Sono orgogliosa del lavoro che è stato svolto per rafforzare l’identità del marchio. Stefano e la nuova Direzione Artistica continueranno su queste basi a ridefinire la leadership creativa di Gucci e una sua crescita sostenibile».
De Sarno aveva il difficile compito di far alzare le vendite che dal 2015 al 2019, durante la direzione creativa di Michele, erano triplicate, arrivando a 9,62 miliardi di euro per poi diminuire durante la pandemia. De Sarno si era allontanato molto dallo stile massimalista, per molti al limite del kitsch, di Michele, ispirandosi piuttosto a quello minimalista e molto sexy di Tom Ford, che guidò Gucci dal 1994 al 2004 rendendolo uno dei marchi più desiderati del momento.
Le sue collezioni avevano convinto chi apprezzava la Gucci di quegli anni, ma alcuni critici sostenevano che non fossero un po’ troppo commerciali e con un’identità poco chiara; lui ha sempre detto di voler creare vestiti che la gente avesse voglia di indossare e non di commentare o inventare un mondo come faceva invece Michele. L’ultima sfilata, quella per la collezione da donna primavera/estate 2025 presentata a settembre scorso a Milano, era sembrata più risolta: ispirata agli anni Sessanta, con abiti sexy, lingerie e molta pelle.
Le vendite però hanno continuato a calare: nel terzo trimestre scorso erano scese del 25 per cento a 1,64 miliardi, con grosse ripercussioni su tutto il gruppo Kering di cui Gucci è il marchio più importante.
Si attende ora il nome di chi prenderà le redini dello storico marchio, fondato a Firenze nel 1921 e passato all’allora Ppr nel 1999. Nelle ultime settimane si è verificato un intenso avvicendamento dei direttori creativi, causato anche dal generale rallentamento dell’industria del lusso, in cerca di nuova linfa per ravvivare le vendite: fra gli ultimi casi, è proprio di pochi giorni fa la notizia dell’addio di Kim Jones a Dior Homme, dopo aver lasciato lo scorso ottobre la guida delle linee donna e couture di Fendi; Matthieu Blazy ha lasciato Bottega Veneta per approdare da Chanel. Glenn Martens è stato di recente nominato nuovo direttore creativo di Maison Margiela. Fra i designer in attesa di un nuovo incarico ci sono Pier Paolo Piccioli (uscito lo scorso marzo da Valentino), Hedi Slimane (da Celine), John Galliano (che ha lasciato Maison Margiela).





