Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha respinto domenica la proposta di imporre dazi del 50% sui prodotti del Brasile importati negli Stati Uniti, sostenendo che si tratta di una misura “politica” e “illogica”. Lula ha dichiarato in un editoriale sul New York Times che il suo governo è aperto a negoziare qualsiasi cosa possa portare vantaggi reciproci. “Ma la democrazia e la sovranità del Brasile non sono sul tavolo”, ha aggiunto.

Jair Bolsonaro dovrà scontare 27 anni e tre mesi di carcere per tentato colpo di stato militare. Lo ha stabilito la Corte Suprema brasiliana con una sentenza storica, in cui quattro giudici su cinque hanno ritenuto l’ex presidente colpevole di aver tentato di mantenere illegalmente il potere dopo la sconfitta elettorale del 2022 contro il presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Non si è fatto attendere il commento di Donald Trump, amico e alleato di Jair Bolsonaro che ha parlato di “condanna sorprendente”, affermando che quanto avvenuto al leader brasiliano è quanto “hanno cercato di fare” con lui.

Il sostegno del presidente degli Stati Uniti nei confronti dell’ex leader brasiliano non si limita alle parole: Trump ha colpito il Brasile con un dazio effettivo del 27% (il dazio nominale minacciato era del 50%) tra i più alti imposti nell’ambito della sua guerra tariffaria globale, intimando sanzioni al giudice presidente della Corte Suprema brasiliana, Alexandre de Moraes, e revocando i visti alla maggior parte dei giudici del massimo tribunale brasiliano. “Continuano le persecuzioni politiche da parte di Alexandre de Moraes, un violatore dei diritti umani sanzionato, mentre lui e altri membri della Corte suprema del Brasile hanno ingiustamente deciso di incarcerare l’ex presidente Jair Bolsonaro”, ha affermato oggi il Segretario di Stato americano Marco Rubio, aggiungendo che gli Stati Uniti “risponderanno di conseguenza a questa caccia alle streghe”. Altrettando immediata è giunta la controreplica del presidente brasiliano Lula da Silva che, denunciando la richiesta di Trump alla Corte suprema di sospendere il caso contro Bolsonaro per annullare l’aumento del 50% dei dazi al Brasile come “un ricatto”, ha dichiarato: “Se il presidente Trump vivesse in Brasile e avesse fatto quello che (Bolsonaro) ha fatto sarebbe sotto processo anche lui. Perché qui la legge vale per tutti”.

Dopo la sentenza di giovedì, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha scritto su X che il governo di Trump “risponderà di conseguenza”. Il Ministero degli Esteri brasiliano ha definito i commenti di Rubio una minaccia inappropriata che non avrebbe intimidito il governo, affermando che la magistratura del Paese è indipendente e che a Bolsonaro è stato concesso il giusto processo.