Il Vecchio Continente torna a parlare di conflitto armato a distanza di anni. La guerra in Ucraina ha scosso le coscienze di tutti gli europei portando sentimenti di paura ed incertezza verso il presente ma, soprattutto, guardando al prossimo futuro. Nel cuore dell’Europa si è creata, progressivamente, una tensione che ha portato la Russia di Vladimir Putin ad invadere militarmente il territorio ucraino. Le immagini dei bombardamenti, degli scontri tra i due eserciti condite dalla solita, brutale, sofferenza hanno rapidamente compiuto il giro del mondo. Tutti condannano le ostilità armate, anche l’universo sportivo. Mentre il Globo sanziona economicamente i russi, il calcio si è mosso con forza e vigore togliendo la finale di Champions League alla città di San Pietroburgo e cancellando le partecipazioni dei club e delle Nazionali dell’aquila bicefala da tutte le competizioni europee ed internazionali. Nella giornata di ieri, sono arrivate anche diverse manifestazioni di solidarietà dai campi.

Guerra in Ucraina, il mondo del calcio contro il conflitto armato nel cuore dell’Europa

Ogni campionato europeo si è espresso, in campo e sugli spalti, contro la guerra in Ucraina. Sono state diverse le manifestazioni di solidarietà arrivate dal mondo del calcio nella giornata di ieri: prima di Roma-Atalanta, i capitolini sono scesi in campo nel riscaldamento con una maglia che recitava “Aiutiamo i bambini colpiti dalla guerra“, mentre sulla divisa da gioco c’era un cuore cromatizzato con i colori della bandiere ucraina. Quindici calciatori dell’Atalanta hanno messo all’asta le loro magliette autografate per una raccolta fondi a favore della popolazione ucraina. L’iniziativa è di Roksana Malinovska, moglie di Ruslan Malinovskyi.

L’Udinese è sceso in campo con la maglia d’allenamento ornata dalla bandiera dell’Ucraina, il Napoli metterà all’asta la nuova maglia di Maradona, mentre lo Spezia devolverò a Save the Childern il 50% dell’incasso dell’importante match casalingo contro il Cagliari. In Inter-Salernitana il maxischermo di San Siro sentenziava “Pace“. Anche Premier League, Bundesliga e Ligue 1 si sono schierate contro la guerra con coreografie dei tifosi, fasce personalizzate con i colori ucraini, t-shirt di sensibilizzazione e stadi colorati di gialloblù. Il mondo del calcio si stringe, sempre più, attorno al popolo invaso.

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(Credit foto – pagina Facebook AS Roma)