Inauguriamo così la rubricaGuida ai David, per prepararci al meglio alla 71esima edizione dei David di Donatello, che si terranno il 6 maggio a Cinecittà, e celebreranno il cinema italiano degli ultimi anni. Tra i titoli con il maggior numero di candidature svetta Le assaggiatrici, un film profondo e tesissimo ambientato durante il periodo nazifascista, e focalizzato sulla figura delle ‘assaggiatrici’. Analizziamo i punti di forza di questa affascinante quanto inquietante sceneggiatura, che porterà alto il nome italiano in questa luminosa edizione.

Coordinate tecniche del film di Silvio Soldini

Le assaggiatrici è un film del 2025, diretto da Silvio Soldini e tratto dall’omonimo romanzo di Rosella Postorino, a sua volta ispirato alla vera storia di Margot Wölk, che alla fine della sua vita ha confessato di essere stata da giovane un’assaggiatrice di Hitler. Ma di cosa parla l’adattamento cinematografico, girato tra Bolzano, il Belgio e la Svizzera?

Nel film piombiamo nell’ autunno 1943. La storia comincia quando la giovane Rosa Saue viene portata nel quartier generale nazista Tana del Lupo. Suo marito nel frattempo è al fronte e lei per questo è fuggita da Berlino colpita dai bombardamenti per raggiungere la casa dei suoceri nel villaggio prussiano orientale Gross-Partsch. Alla Tana del Lupo viene costretta dai nazisti, assieme ad altre donne, a mangiare i pasti destinati al Führer: ogni giorno, per due volte (pranzo e cena) sono obbligate perché si accerti che quel cibo non sia avvelenato. In questo clima di coercizione, e divise tra la paura di morire e la fame che le divora, le “assaggiatrici” stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti, senza smettere di sperare.

La sceneggiatura di Le assaggiatrici è scritta dallo stesso Soldini, con Doriana Leondeff, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia. Il film è stato prodotto da Sky Italia, con Lumière & Co., Anteo, Tarantula e Tellfilm.

Le categorie più prestigiose: Miglior Film e Miglior regista

Miglior film

Le assaggiatrici è un film dalla forte tensione narrativa, che lascia lo spettatore incollato allo schermo e sospeso dall’ansia di non riuscire a fuggire e l’angoscia dello scenario politico in cui le proatgoniste vivono. Possiamo notevolmente comprendere l’inserimento del film di Soldini nella categoria Miglior Film. Nella categoria la pellicola concorrerà con: Cinque Secondi, Fuori, La Grazia e Le città di pianura. La vittoria del film costituirebbe per il festival un riconoscimento importante dato alla memoria storica del periodo nazifascista, ma anche all’importanza del punto di vista femminile sulle cose. La protagonista infatti, divisa tra costrizioni pratiche e l’amore per il nemico, rappresenta nel cinema di genere storico, un elemento di umanità e grande forza interiore, una forza che non vacilla neanche in un clima di terrore e desolazione come quello narrato.

Miglior regia

Oltre a Miglior film, Le assaggiatrici concorre come Miglior regia. Silvio Soldini concorre con i suoi colleghi: Mario Martone, Gabriele Mainetti, Paolo Sorrentino e Francesco Sossai. La regia di questo film esercita un raffinato equilibrio di colori e riprese tra cupezza e chiarore. Il regista alterna infatti inquadrature di forte angustia e gelida angoscia cromatica, con inquadrature riscaldate dal calore e dalla dolcezza. L’amore consumato dagli amanti si alterna alle scene nel salone freddo degli assaggi. La storia dimostra tutta la sua potenza visiva e di montaggio soprattutto nella sua seconda parte, in cui gli equilibri si spezzano e le aspettative costruite dallo spettatore crollano. Un film che attiva un’ efficace intrattenimento ma che funge da detonatore di riflessioni profonde sulla resilienza femminile e sulla forza dell’animo umano anche durante le più gelide delle prigionie.

La storia, il suono, l’arte visiva

Miglior sceneggiatura non originale e miglior produttore

Concorreranno anche per la miglior sceneggiatura non originale, perchè come abbiamo accennato, la storia è tratta dal romanzo omonimo. L’adattamento è invece opera della penna di Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Riccia, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia. Il Miglior produttore, per cui Le assaggiatrici concorre, sarebbe invece consegnato a Lionelli Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co., in collaborazione con Joseph Rouschop per Trantula (Belgio), Katrin Renz e Stefan Jager per TELEFILM (Svizzera).

Miglior casting e Miglior autore della fotografia

Laura Muccino e Liza Stutzky sono invece le addette ai casting del film, che in questa categoria concorre, con grande fierezza. Il premio, novità assoluta agli Oscar di quest’anno, premiano l’assortimento degli attori di eccellenza per un cast coerente e valido su misura della storia. Le assaggiatrici vantano un cast quasi tutto al femminile, di grandissima levatura artistica. Concorrerà anche al Miglior autore della fotografia, che andrebbe al bravissimo Renato Berta. La fotografia del film presenta una lente realista e algida per rappresentare la freddezza del quadro storico politico in cui le donne sono imprigionate. L’impasse infernale è corroborato dai forti contrasti e le inquadrature in perfetta prospettiva.

Miglior compositore, Miglior suono e Miglior scenografia

Il Miglior suono vedrebbe il premio nelle mani di Antoine Vandendriessche, Daniela Bassani, Stefano Grosso e Ginacarlo Rutigliano. Per la candidatura al miglior compositore concorrerà Mauro Pagani, che ha curato la colonna sonora, ora missiva ora austera di questo dramma storico. La scenografia, curata al dettaglio da Paola Bizzarri e Igor Gabriel, concorrerà nella sua categoria dedicata, con la fierezza di aver svolto un lavoro sulla soglia tra delicatezza femminile e austerità tedesca.

Migliori costumi, trucco e acconciatura

Le assaggiatrici concorreranno anche a tutti e tre i premi tecnici. Alla categoria migliori costumi troviamo Marina Roberti; mentre al miglior trucco troviamo Esmè Sciaroni. Per finire abbiamo le migliori acconciature per cui concorre Samankta Mura. Trucco, capelli e costumi hanno fatto la differenza per un film storico, arenato ad un preciso periodo storico, quello della seconda guerra mondiale, e che le mani di questi artigiani hanno saputo raccontare.

Doriana Gatta