I tre fratelli di Gianna Nannini hanno intrapreso strade molto diverse nella vita, se Gianna è diventata una grande star e icona della musica italiana, il fratello Guido è diventato uno scrittore mentre Alessandro è un ex pilota di Formula 1. Guido Nannini, secondo gli abitanti di Siena, sarebbe il fratello più irrequieto, lui stesso ha parlato molto di se, al giornale La Nazione, dicendo: “Non ho continuato nell’azienda di famiglia, che amavo, perché mi è stato impedito di lavorarci e di vendere i prodotti. Non essendoci spazio operativo o creativo, ho lavorato come innovatore di prodotto per Fiorucci Moda a Milano. Poi Maurizio Gucci mi affidò lo sviluppo dei suoi negozi in Svizzera che aprii a Saint Moritz e Lugano. Adesso invece faccio lo scrittore. Il mio editore californiano vorrebbe cedere i diritti del libro per un film e nel frattempo io vivo fra Siena, Lucca, Costa Azzurra e Porto Seguro in Brasile”.
A differenza del fratello Guido, Alessandro Nannini, ex pilota, è molto più riservato e la sua storia è legata indissolubilmente a un grave incidente che nel 1990 lo rese protagoniste di molte prime pagine. L’incidente del pilota non avvenne in pista ma sul suo elicottero, quell’incidente segnò per sempre la vita di Alessandro, che rimase in vita ed è grato di questo, ma a causa dello sfortunato evento, pose fine per sempre alla sua carriera, in particolare per una grave lesione al braccio destro.
Alessandro in ogni caso, vanta ben 76 Gran Premi di Formula 1 e una vittoria GP del Giappone a bordo della Benetton-Ford. Dopo il suo ritiro, fu lui a prendere le redini dell’azienda di famiglia ma proprio a causa di quell’azienda e dell’eredità di famiglia, i tre fratelli, per molto tempo, hanno avuto pessimi rapporti. Ad avviare la querelle giudiziaria sull’eredità di famiglia fu Guido Nannini e le ragioni probabilmente si possono dedurre dalle dichiarazioni da lui rilasciate a La Nazione: “Non perdono i miei fratelli per avermi escluso e, così, anche mio figlio. Facile affittare l’azienda creata dal nonno, invece di lavorarci. Una volta si sentiva l’odore dei budini appena sfornati a cinquanta metri dalla Conca d’Oro. Mi sento tradito. Mi immagino che l’appropriarsi di ciò che non è proprio, non faccia stare bene nessuno”. Oggi, dopo molto tempo, tra i tre fratelli sembra tornato il sereno, in seguito a un accordo stipulato senza varcare le soglie del Tribunale.
Cosa era successo tra Gianna Nannini e fratelli

La residenza e patrimonio della famiglia della cantante, era stata costruita nel 1348 da monaci cattolici che si insediarono nella zona ed iniziarono a produrre vino a partire dal XVI secolo. Dal 2006 la rocker, che qui è cresciuta, l’ha trasformata in un’azienda di pregio con i suoi 75 ettari di cui 8 coltivati a vigneti, nel cuore del ’Chianti Colli senesi’. Anche la Certosa era entrata nella querelle giudiziaria sull’eredità Nannini, avviata dal fratello Guido, figlio maggiore di Giovanna Cellesi e di Danilo, patron del marchio dolciario (oggi non più gestito dalla famiglia) che ha reso Siena famosa nel mondo. Non c’è stata alla fine necessità del pronunciamento del giudice civile sulla causa iniziata nell’ottobre 2019 perché i tre fratelli – Guido, appunto, la rocker Gianna e Alessandro, imprenditore ed ex pilota di Formula 1 – hanno trovato un accordo il cui contenuto è riservato. “Sono contento che questa intesa abbia messo fine ad una controversia fra i fratelli ponendo anche le basi affinché i rapporti fra loro possano essere sereni e di collaborazione”, si limita a commentare l’avvocato Fabio Pisillo che assiste Alessandro Nannini.
La querelle in tribunale nasce, come detto, per iniziativa del maggiore dei tre figli che si muove legalmente attraverso l’avvocato Valerio Vallefuoco di Roma per la vicenda del testamento della madre Giovanna e della Certosa di Belriguardo, di cui contestava il passaggio alla sorella Gianna, assistita dall’avvocato Antonella Rizzi. Guido Nannini aveva però chiamato in causa anche l’altro fratello, Alessandro, ma per le elargizioni della madre Giovanna.
Una vicenda giudiziaria delicata e complessa che si è svolta nel massimo riserbo. Certo è che sono sfilati numerosi testimoni davanti giudice Clara Ciofetti per fare chiarezza sulla questione.





