Hamas ha dichiarato di essere pronta a consegnare le armi nella Striscia di Gaza all’Autorità palestinese che governa il territorio, a condizione che l’esercito israeliano ponga fine all’occupazione. “Le nostre armi sono legate all’esistenza dell’occupazione e dell’aggressione”, ha affermato in una dichiarazione il capo negoziatore di Hamas e leader di Gaza Khalil al-Hayya.
Il capo negoziatore di Hamas ha aggiunto che “se l’occupazione finirà, queste armi saranno poste sotto l’autorità dello Stato”.

“Il disarmo di Hamas non può comunque essere la prima cosa da fare nel processo. Dobbiamo andare in ordine, essere  realisti”, ha affermato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, nel momento in cui sembra aprirsi lo spazio per negoziare la seconda fase del piano di pace proposto dalla Casa Bianca che riguarda il disarmo del movimento, appunto, e l’insediamento di un’autorità per governare la Striscia e guidarne la costruzione

Il disarmo di Hamas è uno dei punti più critici degli accordi per la pace a Gaza. Ma ora dall’associazione arriva un’apertura

“Le nostre armi sono legate all’esistenza dell’occupazione e dell’aggressione”, ha dichiarato Hayya, aggiungendo che “se l’occupazione finirà, queste armi saranno poste sotto l’autorità dello Stato”. L’ufficio del dirigente di Hamas ha successivamente precisato all’Afp che il riferimento è a uno Stato palestinese sovrano e indipendente.

Hayya ha inoltre aperto alla possibilità di un ruolo delle Nazioni Unite nella gestione della sicurezza a Gaza: “Accettiamo il dispiegamento delle forze dell’Onu come forza incaricata di monitorare i confini e garantire il rispetto del cessate il fuoco”.

Una posizione che, tuttavia, esclude l’ipotesi di una missione internazionale con mandato di disarmare direttamente Hamas.