Sport

I Cincinnati Bengals e coach Brown

La storia dei Bengals, fondati dal Paul Brown che passò alla storia per la propria innovazione.

Il presente come il passato

Il complicato presente dei Cincinnati Bengals segue passo passo l’andamento della propria storia. La squadra dell’Ohio giganteggia tra i 12 team a non aver mai vinto un Super Bowl, essendo arrivati a disputarlo solo in due occasioni. La franchigia nacque nel 1966 dal fondatore Paul Brown, ex head coach di Cleveland. Dopo esser stato scaricato dal ruolo di allenatore, Brown volle intraprendere una carriera come presidente. La sua nuova franchigia doveva nascere in Ohio, dove Cincinnati superò la concorrenza di Columbus. Paul chiamò la propria nuova squadra “Bengals”, probabilmente per via di una rara tigre del Bengala ospite dello zoo della città. Dopo la nascita, Cincinnati venne iscritta al campionato dell’American Football League, l’allora rivale dell’NFL. Da lì a pochi mesi le due leghe professionistiche si sarebbero unite in un unico torneo ponendo fine ai mugugni di Paul Brown, che non esitava a ripetere di non aver pagato 10 milioni di dollari per poi giocare nell’AFL.

L’innovazione di coach Brown

Nonostante le prime stagioni portarono solo sconfitte, il proprietario-allenatore Brown perseverava con il proprio inusuale metodo di scelte al Draft. Promuovendo l’impegno scolastico, la sua politica trova più di qualche somiglianza con la pellicola “Coach Carter“, la biografia in cui Samuel L. Jackson interpreta l’allenatore di basket liceale Ken Carter. Una delle strategie di Brown era quella di portare a Cincinnati solo giocatori con un’intelligenza al di sopra della media. La sua nobile politica aveva lo scopo di garantire un futuro roseo agli atleti, una volta terminata la carriera sportiva. Esempi eclatanti furono il punter Pat McInally e il linebacker Reggie Williams, che durante il loro contratto con i Bengals facevano parte del Comitato della città di Cincinnati. Nonostante Paul Brown non portò alla vittoria la propria squadra, egli entrò di diritto nella storia di questo sport. Non solo introdusse metodi innovativi di allenamento, tra cui lo studio dell’avversario tramite filmati, ma soprattutto contribuì in maniera importante alla battaglia contro il razzismo. Brown, infatti, portò il primo afroamericano a giocare nel football professionistico dell’era moderna nella propria squadra.

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