L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dell’incontro con l’omologo russo Vladimir Putin in Alaska la prossima settimana ha provocato l’immediata reazione dei leader europei. Dal premier britannico Keir Starmer al presidente francese Emmanuel Macron, fino al premier spagnolo Pedro Sanchez, quasi tutti i capi di governo e di Stato hanno sentito telefonicamente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per ribadire il loro sostegno all’Ucraina.

Lo stesso Zelensky ha pubblicato sabato un video in cui ha ribadito che Kiev non è disposta a cedere territori e ha chiesto che venga inclusa nelle discussioni per la fine della guerra.

“L’Ucraina, la Francia e tutti i nostri partner sono pronti a lavorare nel modo più produttivo possibile per il bene di una vera pace. È davvero importante che i russi non riescano più a ingannare nessuno. Abbiamo tutti bisogno di una vera fine della guerra e di solide basi di sicurezza per l’Ucraina e le altre nazioni europee”, ha scritto Zelensky su X dopo aver parlato con Macron.

Macron ha affidato ai social media un commento dopo la telefonata. “Il futuro dell’Ucraina non può essere deciso senza gli ucraini, che da oltre tre anni lottano per la propria libertà e sicurezza. Anche gli europei saranno necessariamente parte della soluzione, poiché è in gioco la loro sicurezza. Continuerò a collaborare strettamente con il presidente Zelensky e i nostri partner europei”, ha detto il presidente francese.

Sabato mattina Zelensky ha avuto un colloquio anche con il primo ministro britannico Keir Starmer. “Condividiamo la stessa opinione sulla necessità di una pace veramente duratura per l’Ucraina e sul pericolo del piano della Russia di ridurre tutto a una discussione impossibile”, ha detto Zelensky ringraziando Starmer e ha aggiunto: “Sono necessari passi chiari, così come il massimo coordinamento tra noi e i nostri partner. Apprezziamo la determinazione del Regno Unito, degli Stati Uniti e di tutti i nostri partner a porre fine alla guerra”.