Sappiamo che il vero appuntamento della giornata è scoprire i look del red carpet dell’ottava serata di Venezia 82. La serata numero otto della Mostra del Cinema di Venezia 2025 è stata un condensato perfetto di cinema che parla, stile che comunica e un senso di urgenza collettiva sul red carpet. Quando The Voice of Hind Rajab ha fatto il suo ingresso in Concorso, l’eleganza del nero è diventata veicolo di memoria e protesta: il cast e i realizzatori hanno camminato uniti, silenziosi, portando con sé i volti – e il peso simbolico – della piccola Hind. Come se fosse un grande e imponente funerale. Per questo, stavolta, per questa ottava serata non ci saranno voti.
I look del red carpet dell’ottava serata di Venezia 82: domina il cast di The Voice of Hind Rajab
Il red carpet della ottava serata ha parlato più forte delle parole: una sfilata in cui la moda incontra la denuncia. The Voice of Hind Rajab, pellicola documentaristica che evoca l’ultima chiamata di una bambina palestinese uccisa dall’esercito israeliano, ha trasformato l’1 settembre in una passerella ancestrale di dolore e stile, dove il nero resta simbolo di rispetto ma anche di provocazione. In mezzo, dive come Valeria Bruni Tedeschi, vestita come una moderna Eleonora Duse in Armani archive ricamato tono su tono, hanno portato il lutto e la potenza emotiva del cinema elegante allo stesso tempo.

Protagonisti assoluti sono stati i realizzatori di The Voice of Hind Rajab, film in Concorso che racconta la tragedia di Gaza attraverso lo sguardo di una bambina. Tutto il cast ha scelto il nero compatto: abiti scultorei, linee minimali e dettagli sobrii, più vicini a una veglia collettiva che a una passerella mondana. Al centro, la regista tunisina Kaouther Ben Hania ha portato con sé l’immagine della piccola Hind, trasformando il red carpet in un palcoscenico di memoria e resistenza. Un colpo al cuore, che ha silenziato i flash e ricordato quanto la moda sappia essere anche linguaggio politico.
Accanto a loro, Joaquin Phoenix in smoking total black con spilla rossa al bavero: un gesto semplice ma potente che chiede lo stop al genocidio. Al suo fianco, Rooney Mara, fedele al suo rigore estetico, ha scelto un mini dress in tulle e pizzo firmato Givenchy by Sarah Burton. Nessun gioiello, nessun eccesso: solo l’essenziale, perché in certi momenti la sottrazione è più eloquente di mille abbellimenti.
Valeria Bruni Tedeschi, protagonista di Duse, ha riportato l’eco del grande teatro sul red carpet con un abito sottoveste ricamato di perline scintillanti tono su tono, completato da un collier prezioso. Una vera diva, capace di illuminare la notte senza oscurare il peso politico della giornata.
Tra le modelle, Stella Maxwell ha scelto un abito bianco intrecciato di cristalli con fondo piumato: glamour allo stato puro, quasi in antitesi con il minimalismo dei colleghi, ma perfettamente dosato.
Inaspettato, il leather look di Miguel Herrán (Trussardi), che ha portato una ventata da club madrileno sul Lido, e la coppia Rosa Perrotta–Pietro Tartaglione, coordinati tra silver e tuxedo, in perfetto mood da photo-call. Infine, un cenno al giallo burro di Noémie Merlant, sofisticato e in linea con le tendenze, e al boho rétro di Fanni Wrochna, che ha citato le atmosfere teatrali della pellicola Duse.
Foto di Ludovica Casula – Metropolitan Magazine (c)





