Cultura

”I ragazzi terribili” di Cocteau, fantasie adolescenziali nella stanza

L’amore, la morte, il fato: sono tre temi cardine dell’opera di Jean Cocteau (1889-1963), genio poliedrico nonché una delle menti più originali del panorama culturale francese del Novecento. Ed è Les enfants terribles il libro che più di tutti incarna lo spirito provocatorio e anticonvenzionale dell’autore.

Sin dal mondo greco, eros (amore) è legato a thanatos (morte), e Jean Cocteau ne viene a conoscenza a soli undici anni quando muore il suo amato compagno di scuola. Ma sono tante le figure che lo abbandoneranno precocemente in vita, prima fra tutte quella del padre.

Il romanzo di Cocteau, I ragazzi terribili

Cocteau - @illettoresnob
Illustrazione realizzata da Jean Cocteau

Il romanzo I ragazzi terribili è dunque frutto dell’animo controverso di Jean Cocteau e venne scritto in soli diciassette giorni, mentre l’autore si trovava in una clinica di Saint-Cloud per liberarsi dalla dipendenza dall’oppio. Fu in seguito pubblicato da Grasset nel 1929 e fin da subito scatenò le ire dei benpensanti, i quali mal digerirono il tema dell’incesto e le pulsioni omoerotiche dei protagonisti. Perché quello che Cocteau mette in scena sono proprio le fantasie più inconfessabili di un gruppo di giovani ragazzi, Elizabeth e il fratello Paul, l’amico Gérard, il bullo Dargelos e l’amica Agathe, chiusi nel loro mondo per fuggire la realtà.

In questo micro-universo la camera diventa il luogo chiuso al centro del mondo, un ambiente claustrofobico invaso da una miriade di oggetti e cianfrusaglie. I giovani eroi – termine non casuale visti i toni tragici dell’epilogo – coltivano il piacere della trasgressione ribellandosi alla morale borghese che li vorrebbe convenzionali.

‘’si sentivano distratti, sviati proprio al margine del sogno. In verità, partivano per altri lidi: rotti all’esercizio che consiste nel proiettarsi fuori di sé, chiamavano distrazione la nuova tappa che li sprofondava in se stessi”.

È questa la droga di cui parla Cocteau: l’adolescenza.

Un inno all’adolescenza e ai suoi innumerevoli segreti

Quest’opera perturbante è una piccola epopea lirica in prosa. La trama si articola nel movimento imprevedibile dei giovani, tra attrazione e indifferenza, debolezza e gelosia in cui vincono crudeli le regole e le pulsioni del dominio amoroso. D’altronde per Cocteau il compito dei poeti non è quello di essere ammirati o compiaciuti ma quello di ‘’essere creduti per ciò che vedono e sanno, ciechi alla realtà e consapevoli dell’essenza delle cose’’ e la verità è che l’adolescenza è il tempo di segreti inconfessabili.

Anche i legami che si stringono in questi anni ne rispecchiano la complessità: spesso ambigui e travolgenti, sono dominati dalle emozioni più che dalle parole e il linguaggio stesso è equivoco, fuorviante per i ragazzi e incomprensibile per gli adulti. Proprio per questo il lettore resta confuso, senza una strada da seguire. L’autore vuole restituire la metafora dell’adolescenza precisamente con queste sensazioni, con questo senso di disorientamento.

L’opera eterna di Jean Cocteau e il suo dramma travolgente

Orfani abbandonati a sé stessi, i ragazzi terribili recitano il loro ruolo fino alla fine, che si consuma qualche anno dopo con due morti shakespeariane prima quella di Paul avvelenato e poi quella di Elizabeth suicida, messe in scena quando sono ormai adulti e per volere del fato. Sarebbe corretto dire che è un’opera eterna, come i grandi classici greci. Infatti è proprio alle tragedie greche che pare ispirarsi, dall’ambientazione degli spazi chiusi – che fa pensare più a una rappresentazione scenica che a un romanzo – fino al climax sconvolgente del finale. Ma forse I ragazzi terribili è un romanzo che parla di noi, delle emozioni segrete nascoste nella mente scritto nel 1926 ma che si rivela ancora oggi di assoluta attualità.

Alessia Ceci

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