Cultura

I Santi Cosma e Damiano, i Santi medici

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Il 26 settembre ricorrono i Santi Cosma e Damiano. I due erano fratelli gemelli, che vissero nell’antica Roma. Nell’epoca sotto l’impero di Diocleziano. Cosma e Damiano, non chiedevano mai denaro in cambio delle loro cure. Infatti la loro vocazione professionale di medici, gli permetteva di guarire i più bisognosi. Per questo erano definiti “i Santi non mercenari”. Per opera di Cosma e Damiano, furono in molti gli antichi romani, che da pagani, si convertirono alla religione cattolica.

Anticamente i due Santi, sono venerati in tre etnie differenti: quella “asiatica” (da Costantinopoli); quella “romana” (sopratutto nella Siria); quella “araba” (nell’Europa Occidentale). Secondo le fonti, Cosma e Damiano, erano due medici, che operavano prodigiose opere e miracoli di guarigione. Il tutto senza mai trarne profitto economico. Le loro origini, provengono da una famiglia agiata araba. Mentre la loro fede cristiana, è frutto della conversione di loro padre, Niceforo, che si converte dopo la loro nascita.

Il martirio dei due Santi

cosma e damiano- credits: itresentieri.it
credits: itresentieri.it

L’epoca in cui vissero Cosma e Damiano, risale all’impero di Diocleziano. Durante le persecuzioni cristiane, i due fratelli vengono catturati e torturati. Ci provengono testimonianze secondo le quali, le torture inferte ai due fratelli, erano di una crudeltà e atrocità senza pari. Fustigati, crocefissi e bersagliati da dardi. Cosma e Damiano, dopo tanta sofferenza, trovano la morte decapitati. Insieme agli altri fratelli della famiglia.

In loro onore, sono state costruite maestose basiliche, nel corso dei secoli. Una delle più celebri, si trova a Roma. Posta in quello che era in antichità, come oggi, il centro nevralgico della Capitale: in via dei fori imperiali. All’interno della basilica, visitata ogni giorno da fedeli e da turisti, si rimane incantanti dal magnifico mosaico, che decora l’abside. Altro ulteriore dettaglio di rilievo, un presepe napoletano. Esempio di eccellenza artigiana partenopea, risalente al 700′. Esposto al pubblico che da tutto il mondo, incuriosito e affascinato, entra nella basilica per poterlo ammirare in tutta la sua solenne bellezza.

a cura di Chiara Bonacquisti

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