Dalle ore 17:00 di ieri, lunedì 29 settembre, il regime ha bloccato in tutto l’Afghanistan la possibilità di collegarsi in rete. Non ha fornito alcuna spiegazione per questa scelta così estrema che, di fatto, isola il Paese dal resto del mondo. Già nelle ultime due settimane, tuttavia, aveva sospeso la connessione a fibra ottica in gran parte della nazione, ufficialmente per limitare «l’uso improprio di internet» e prevenire «atti immorali». I talebani hanno fatto sapere che il blocco resterà in vigore «fino a nuovo ordine».

Pochi minuti prima che accadesse, un funzionario governativo ha avvisato l’AFP che la rete in fibra ottica sarebbe stata interrotta, con conseguenti ripercussioni anche sui servizi di telefonia mobile. «Non c’è altro modo o sistema per comunicare. Il settore bancario, le dogane, tutto il Paese ne sarà interessato», ha affermato l’uomo. I leader talebani avrebbero ignorato gli avvertimenti di alcuni funzionari all’inizio di questo mese sulle ricadute economiche dell’interruzione di Internet. Nonostante le proteste degli esperti del settore, avrebbero ordinato alle autorità di procedere con un divieto a livello nazionale.

Il blocco di internet in Afghanistan isola ancora di più le donne

Il sito di monitoraggio NetBlocks riporta l’impossibilità di avere notizie aggiornate su cosa stia accadendo nella nazione, anche per i problemi con le linee telefoniche. Le agenzie di stampa internazionali Associated Press e Agence France-Presse hanno fatto sapere di non essere più in grado di contattare i loro uffici nella capitale Kabul. In passato, altri governi avevano adottato misure simili, al fine di installare dei filtri per aumentare la censura sui social network. Lo scorso anno, ad esempio, era accaduto in Pakistan.

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid aveva già accennato alla possibilità di ricorrere a degli escamotage per rafforzare e diffondere l’ideologia conservatrice da loro promossa. Da quando è tornato al potere, il regime ha imposto alla popolazione regole molto restrittive, soprattutto per le donne che, tra le altre cose, sono state escluse dall’istruzione superiore. Il blocco di internet le colpisce in modo particolare; molte ragazze, infatti, frequentavano corsi online per continuare a studiare.

Federica Checchia