Metropolitan Today

Il 19 luglio si ricorda la strage di via d’Amelio, dove ha perso la vita il giudice Borsellino

Il 19 luglio 1992 è avvenuta quella che oggi viene ricordata come la strage di via d’Amelio, al numero civico 21 della città di Palermo. Durante quest’attacco ha perso la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.

L’attentato di via d’Amelio

Strage via d’Amelio photo credits wikipedia

Durante questo attentato di stampo terroristico-mafioso hanno perso la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino, insieme a cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Emanuela Loi è stata la prima agente donna della Polizia di Stato a restare uccisa in servizio. L’unico sopravvissuto della scorta è stato l’agente Antonino Vullo, che durante l’esplosione stava parcheggiando una della auto di scorta. Borsellino era sotto scorta da quando la mafia siciliana aveva deciso di organizzare attentati alla sua vita in seguito alla sua decisione di schierarsi attivamente contro l’organizzazione criminale “Cosa nostra” di stampo mafioso. I primi tentativi erano stati messi in atto già dal 1987, quando Borsellino era procuratore capo a Marsala. Un altro tentativo è stato invece nel 1988, senza essere portato a termine.

Falcone e Borsellino contro l’organizzazione mafiosa

Nel 1991 l’organizzazione criminale ”Cosa Nostra” ha preso la decisione di mettere in atto gli attentati contro i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questo attentato è avvenuto in seguito alla sezione della Cassazione che confermava gli ergastoli del Maxiprocesso di Palermo contro la mafia. Il 19 luglio 1992, alle ore 16.58 in punto, i mandanti hanno fatto esplodere la Fiat 126 contenente 90 chilogrammi di Semtex-H, telecomandati a distanza. L’auto si trovava dietro un muro in fondo alla strada di via d’Amelio, dove abitavano la madre e la sorella di Borsellino, presso cui si era recato in visita. Gli agenti di scorta hanno dichiarato in seguito alla strage, che via d’Amelio era considerata una strada pericolosa, proprio perché molto stretta.

Sonia Faseli

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