Esattamente il 23 febbraio 1898 Emile Zola fu imprigionato dopo aver scritto “J’accuse”, una lettera che accusava il governo francese di aver incarcerato ingiustamente Alfred Dreyfus e non solo. Zola infatti incolpò la gestione francese di seguire l’antisemitismo.

Il 23 febbraio 1898 Emile Zola fu imprigionato per il “J’accuse”

Il giornale socialista l’Aurore pubblicò questa importante lettera di Zola il 13 gennaio 1898 per segnalare ed incriminare pubblicamente gli oppressori di Alfred Dreyfus. Quest’ultimo ebbe un processo tutt’altro che regolare. Oggi infatti con il termine “J’accuse” si utilizza per denunciare una qualche ingiustizia. Zola non fece altro che denunciare quelli che per lui erano oppositori “della verità e della giustizia”. A causa di ciò egli fu condannato ad un anno di carcere e tremila franchi di ammenda per vilipendio delle forze armate nel processo, durato dal 7 al 23 febbraio. Octave Mirbeau, un noto scrittore, giornalista, critico d’arte francese, pagò la multa di Zola, ben 7525 franchi, e le spese processuali (agosto 1898).

Formulando queste accuse, non ignoro che mi metto sotto il tiro degli articoli 30 e 31 della legge sulla stampa del 29 luglio 1881, che punisce le offese di diffamazione. Ed è volontariamente che mi espongo. Quanto alla gente che accuso, non li conosco, non li ho mai visti, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l’atto che io compio non è che un mezzo rivoluzionario per accelerare l’esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell’umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che si osi dunque portarmi in assise e che l’indagine abbia luogo al più presto. Aspetto. Vogliate gradire, signor presidente, l’assicurazione del mio profondo rispetto”.

Zola morì il 29 settembre del 1902, mentre solo quattro anni più tardi, nel 1906, Dreyfus fu riconosciuto innocente.

Giusy Celeste