Si è concluso dopo appena quattro votazioni il Conclave che ha eletto il successore dello scomparso Papa Francesco. Lo statunitense Robert Francis Prevost è salito al soglio pontificio assumendo il nome di Leone XIV, dopo aver “battuto” gli altri cardinali, in particolare i favoriti Parolin, Tagle, Zuppi e Pizzaballa.
Il suo pontificato è appena iniziato, ma già spuntano alcuni dettagli su quanto accaduto all’interno della Cappella Sistina, dall’andamento degli scrutini ad altri divertenti retroscena. Uno di questi coinvolge Timothy Dolan, esponente dell’ala più conservatrice dei porporati. Alla CNN, l’arcivescovo di New York ha infatti raccontato di non aver particolarmente apprezzato il cibo proposto da Casa Santa Marta, la residenza che ha ospitato i cardinali in questi giorni.
Conclave: il menù a Casa Santa Marta
Pasti frugali, poco vino. Prevalententemente riso in bianco, pasta condita con sughi molto semplici, carni bianche, pesce al forno, verdure alla griglia, insalata e frutta di stagione. Il dolce sarebbe stato servito la domenica, ma il Conclave è terminato molto prima del previsto. C’entra qualcosa la “delusione” a provata a tavola dai presenti? «Diciamo che è stato un buono, buonissimo stimolo per chiudere la questione», ha ponderato Dolan.
A sovrintendere alla preparazione delle portate sono state le suore Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli. Al mattino si poteva scegliere se sorseggiare un caffè oppure un tè, da accompagnare a pane e marmellata. Nessun superalcolico, naturalmente, né asparagi o altri alimenti che potessero celare “messaggi segreti” diretti ai commensali. Una formula non particolarmente apprezzata, almeno stando ai commenti. Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ha però voluto spezzare una lancia in favore dell’esperienza. Dopo l’elezione del nuovo papa, fuori dal Vaticano ai partecipanti è stato offerto un «pasto incredibile». «Hanno aspettato che finissimo il lavoro», ha scherzato il decano.
Federica Checchia
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