Benvenuti nell’universo letterario di StoryLine. In occasione del suo settantaduesimo compleanno abbiamo dedicato la puntata di oggi a Renato Zero. Per realizzare un racconto originale ci siamo ispirati ad una sua famosa canzone intitolata “Il carrozzone”

Le stringeva la mano cercando di farle capire quanto fosse bella la vita mentre tra un ricordo e il presente la morte se la stava per portare via. Eppure Marco Costrali non riusciva a smettere di sorridere alla sua Iris cercando di restare in quel personaggio di Kostral che le piaceva tanto. Cosi era stato chiamato quando era diventato il presentatore di “Il carrozzone favoloso di Iris Moreno” dopo aver deciso di seguire la sua donna in giro per il mondo anni prima. Erano stati tempi felici in cui non aveva mai pensato alla vita fuori mentre ora la paura del futuro cominciava ad invadergli la mente. “A cosa pensi caro?”, chiese Iris in quell’istante. “Al mondo senza te”, avrebbe voluto rispondergli Marco, salvo poi dire, “ad ogni singolo secondo con te” mentre l’odore della nostalgia cominciava ad invadergli la mente

Il carrozzone, il mondo fuori

Il carrozzone, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Marco respirò quell‘odore malinconico ritrovandosi ad alcuni anni prima mentre era andato per puro caso ad assistere allo spettacolo di “Il carrozzone favoloso di Iris Moreno” giunto da poco in città. Era un brutto periodo che per Marco era stato contrassegnato da un lavoro sbagliato dopo l’altro e con continue frizioni con una famiglia in cui si sentiva soffocare. Cosi passava le giornate come poteva e quel giorno era capitato in quel circo dove era rimasto totalmente affascinato da Iris tanto da chiederle se volesse una mano per gli spettacoli. Da bambino infatti sognava di fare il presentatore ma poi si era dovuto arrendere alla dura realtà adulta. Poi quel periodo di crisi e la decisione di allontanarsi dalla triste routine. Non aveva ancora capito cosa volesse eppure quella donna riusciva a metterlo a suo agio, a farlo sentire qualcuno e dargli un’insperata certezza. “Se ci riesco voglio venire via con te”, le aveva addirittura promesso una sera pur di trovare un motivo per vivere in quella noia mortale. Quello stesso silenzio in cui credeva di ripiombare adesso.

Non una parola infatti passava nella loro roulotte mentre Marco si abbottonava il suo doppio petto blu per entrare in scena. Nonostante fosse ormai debilitata dalla malattia Iris aveva chiesto un ultimo spettacolo dove ci sarebbe stata la degna conclusione di una carriera da affascinante cavallerizza acrobata. “Poi scenderò dal carrozzone per sempre”, promise Iris congedandosi da lui. “Io sarò qui ad aspettarti”, le disse Marco mentendole. Dentro infatti incominciava ad immaginarsi il mondo senza lei quando quella grande favola sarebbe finita e cosa ne sarebbe stato di lui e se avesse avuto il coraggio di riabbracciare quella famiglia da cui era scappato. Non aveva più voluto cercare suo padre e sua madre ne a suo dire, loro lo avevano mai contatto. Eppure sentiva improvvisamente la loro mancanza mentre cercava di distrarre l’attenzione pensando a vecchie avventure con Iris

La scelta di Marco

Una di queste era quella del primo giorno come presentatore. Marco tremava nel costume che gli avevano fatto indossare credendo come mai fosse finito nella realtà di un mondo che apparteneva solo alle sue fantasie. “Non essere rigido”, gli disse Iris, “devi giocare con il pubblico e farli sognare come fosse tutti bambini ma per riuscirci devi sognare prima tu”. Cosi Marco decise di entrare in scena con fantasia e di lasciarsi andare come quando giocava a presentare i varietà da piccolo. Fu un grande successo ma in qualche modo guastato dalla sua famiglia. Il padre e la madre erano infatti li a non battere ciglio facendolo sentire alla fine dello spettacolo ridicolo. “Non è la vita per un ragazzo di buona famiglia come te”, gli disse il padre. “Io mi sono sentito per la prima volta qualcuno dopo tanto tempo”. Fu l’ultima cosa che disse al padre perchè da quel giorno decise di partire con Iris e di abbandonare la famiglia. Quegli stessi genitori a cui aveva ripreso a pensare ora che Iris se ne stava andando

Pensi a loro”, disse Iris in quell’instante interrompendo il silenzio che si era venuto a creare. “Iris non voglio che tu te ne vada”. “Tutti prima o poi scendiamo dal carrozzone anche tu”. “Si ma tuo no non si può andare a vanti”. “Il più grande spettacolo deve continuare”. Marco bacio Iri sulla fronte e l’abbracciò. “Comunque loro ti hanno cercato”, gli disse improvvisamente, “è venuto a parlarmi qualche giorno fa un anziano signore con gli occhiali che aveva detto di aver capito e aveva chiesto il tuo perdono”. Marco in quell’istante era diviso sul da farsi pensando che Iris avesse deciso di farsi odiare per rendere più facile la loro separazione. Non fece nulla per un istante poi disse : “Andiamo il carrozzone aspetta la sua regina e il suo re”. Tutto come se apparentemente non fosse successo niente mentre dentro qualcosa cambiava.

Epilogo

Tutto andò avanti normalmente come se fosse uno spettacolo come un altro finchè Iris al termine dello show non abbracciò Marco in lacrime. “Ti ho tenuto troppo tempo qui”, gli disse.
“Non fa niente”, ripose Marco mentre rideva per allontanare scaramanticamente la realtà imminente cercando di sognare un’ultima volta. Pochi giorni dopo Iris se ne era andata diventando solo un ricordo nella sua mente mentre camminava per una strada che per lungo tempo aveva dimenticato . Si fermò ad un citofono che molte volte aveva già suonato quando vide il carrozzone ripartire con nuove regine e nuovi re. In quell’istante Marco capi che la vita sarebbe andata davanti da se perchè non era tanto importante il passato che si era vissuto quanto il futuro che si stava per vivere.

Stefano Delle Cave

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