Il ciclone Chido si è abbattuto sull’Oceano Indiano sud-orientale, colpendo anche le vicine isole Comore e Madagascar. Mayotte si trovava direttamente sulla traiettoria del ciclone e ha subito danni ingenti, hanno dichiarato i funzionari. Il bilancio delle vittime del ciclone Chido, che ha distrutto Mayotte, sarà di “diverse centinaia” e “forse qualche migliaio”, ha dichiarato un’autorità locale del territorio francese dell’Oceano Indiano. “Penso che saranno sicuramente diverse centinaia, forse ci avvicineremo a mille o addirittura a qualche migliaio”, ha dichiarato il prefetto Francois-Xavier Bieuville all’emittente Mayotte la Premiere, dopo che il disastro ha distrutto in gran parte le baraccopoli in cui vive circa un terzo della popolazione dell’arcipelago, oltre ad aver interrotto l’elettricità, l’acqua e i collegamenti di comunicazione
Secondo il servizio meteorologico francese, Chido ha portato venti superiori a 220 km/h, strappando i tetti dalle case dell’arcipelago, che conta poco più di 300.000 abitanti. In alcune zone, interi quartieri di baracche e capanne di metallo sono stati rasi al suolo, mentre i residenti hanno riferito che molti alberi sono stati sradicati, che le barche sono state rovesciate o affondate e che la fornitura di elettricità è stata interrotta.
Il ciclone tropicale che ha colpito l’arcipelago di Mayotte sabato ha causato piogge molto intense e raffiche di vento molto forti: secondo il servizio meteorologico francese è la tempesta più forte ad aver colpito l’area negli ultimi 90 anni. L’arcipelago occupa una superficie di 374 chilometri quadrati, più o meno una volta e mezza l’isola d’Elba: con oltre il 77 per cento di abitanti sotto la soglia di povertà, è la regione più povera tra i dipartimenti e i territori della Francia, che lo colonizzò nel 1843 e oggi continua ad amministrarlo.
Proprio per via della sua povertà, l’arcipelago è particolarmente esposto alle conseguenze di eventi meteorologici di questo tipo: gran parte delle abitazioni sono baracche e molte infrastrutture sono fragili e precarie. Il ministro dell’Interno francese Bruno Retailleau ha detto che i venti dei ciclone, che hanno raggiunto i 226 chilometri orari, hanno «completamente distrutto» le molte baraccopoli dell’arcipelago, hanno fatto crollare pali della luce, sradicato alberi e divelto pareti di diverse abitazioni. Case, scuole, moschee e ospedali sono stati allagati, e al momento circa 15mila abitazioni sono senza corrente e con limitato accesso alle linee telefoniche, anche per fare chiamate di emergenza.





