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Il Club del libro Nerd – Gomòria di Carlo H. De’ Medici

Il libro recensito oggi dal nostro “club” è Gomòria di Carlo H. De’ Medici, pubblicato per la prima volta nel 1921. L’edizione letta è quella illustrata (dallo stesso autore) della Cliquot (2018 – 240 pagine), con postfazione di Guido Andrea Pautasso.

Gomòria – La Trama

Gaetano Trevi di Montegufo è l’ultimo esponente della sua casata grossetana, un dandy d’inizio Novecento, perennemente annoiato, nevrotico e lussurioso, l’esatto opposto, da come racconta egli stesso, dei suoi illustri avi. Un Dorian Gray molto meno piacente e sempre insoddisfatto, capace ormai di catarsi solo attraverso machine fantasie avverse ai più deboli. La sua vita, fatta di sfarzo e discernimento, tuttavia cambierà drasticamente dopo l’incontro con Zimzerla, zingarella adolescente che forse non è chi dice di essere e che lo inoltrerà ad antiche ed oscure forze di dubbia morale.

L’autore

Carlo H. Dè Medici è un misterioso autore di romanzi gotici, ma soprattutto un attento studioso di esoterismo e autore a sua volta di opere di stampo occultista di difficilissimo reperimento. Perché misterioso? Ancora oggi non si conosce quasi nulla della sua vita, nonostante ricerche da parte di cultori e storici della letteratura, addirittura non si ha certezza neanche della su effettiva data di morte. Che tra i suoi studi abbia scoperto il segreto più ambito? Quello dell’immortalità.

Gomòria – Un commento personale

!Possibili Spoiler!

Gomòria è un’opera adulta per adulti, richiedente una certa maturità, ma anche una discreta elasticità per essere letto e apprezzato. Un romanzo a volte osceno, a volte macabro, a volte contorto ammantato tuttavia da un pregevolissimo lavoro di descrizione delle scene e delle emozioni, nonché dei turbamenti, che il protagonista vive. Gomòria è un’opera cruda e diretta, un saggio sulla decadenza umana con al centro un Gaetano Trevi che veste i panni sia di giudice che di colpevole.

L’opera è divisa in tre parti, ognuna fondamentale, ognuna capace di far provare emozioni forti, siano esse rabbia, disgusto, eccitamento o perché no… noia, anche annoiare non è facile. Chi legge oggi il romanzo non ha bisogno di ricordarsi che è stato scritto nei primi dl Novecento, è lo stile che parla da sé e il superamento della prima parte è il vero test per il lettore. Una lunghissima descrizione del protagonista, tuttavia necessaria per apprezzare al meglio ciò che sveleranno le parti successive, che si chiude con appunto la promessa di un cambiamento, di una svolta negli eventi che immergerà il lettore dentro quello che sarà per Gaetano un rito di passaggio, una graduale fase liminale che lo porterà ad una trasformazione, da Gray a Faust, o magari ad una riscoperta di un sé stesso dimenticato o mai conosciuto, che ovviamente passerà per oscure, oscurissime, diaboliche vie.

Perché leggere Gomòria? Non solo per riscoprire un registro narrativo alto, anzi, colto, ma per domandarsi continuamente, ad ogni pagina, come andrà a finire e non capirlo mai fino a quando la fine non giunge.

Voto 7 (soprattutto per la “favella”)

Ma chi era dunque quella zingara? Egli non se lo era mai chiesto né mai si era interessato di conoscere le origini. Una strega forse? un demone sotto mentite spoglie? Un essere arcano e fate avvinghiato a lui per distruggerlo e per dannarlo? Gomòria forse!

Dario Bettati

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Dario Bettati

Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia e laureato magistrale in Discipline Etno-Antropologiche. Studioso e appassionato delle “declinazioni” più contemporanee e "Pop" della cultura e della società, divulgatore scientifico, ma soprattutto un grande e grosso NERD.
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