Nel 2022 si è molto discusso a proposito della possibilità di concedere il congedo mestruale negli ambienti lavorativi e nelle scuole.

Il 20 dicembre dello scorso anno, il liceo artistico di RavennaNervi-Severini” ha concesso alle studentesse – con una dismenorrea certificata – la facoltà di assentarsi dalle lezioni. Questa vicenda, oltre a creare nuovi dibattiti, ha spinto numerosi istituti italiani a seguirne le orme.

Ma cosa offre in concreto il congedo mestruale? Si tratta di consentire alle studentesse affette da dismenorrea, la possibilità di assentarsi per due giorni al mese da scuola. 

Congedo mestruale a scuola: l’esempio di Ravenna

La possibilità di usufruire del congedo mestruale a scuola parte da Ravenna. Proprio nel liceo artistico Nervi – Severini, nasce l’idea della rappresentate di istituto Chiara Pirazzini, con l‘approvazione del preside Gianluca Dradi.

Il preside ha spiegato che il congedo mestruale «è stato pensato in base alle assenze delle studentesse, perché la legge impone, per la validità dell’anno scolastico, la frequenza obbligatoria di almeno i tre quarti dell’orario personalizzato, con la possibilità tuttavia per le scuole di individuare delle eccezionali e documentate deroghe. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto. Perché se si respira un clima inclusivo dentro la scuola, si impara che si possono portare avanti battaglie per i propri diritti e che queste possono trovare uno sbocco positivo».

L’idea del congedo a Ravenna è stata portata avanti dalla rappresentate di istituto, che racconta di aver avviato un’indagine interna nella scuola. Chiara Pirazzini, infatti, tramite domande rivolte alle sue compagne in forma anonima, ha raccontato quanto queste soffrano durante il ciclo mestruale.

La lotta nelle scuole italiane per il congedo mestruale e le proteste nel Lazio

Dopo l’esempio di Ravenna, la lotta per il congedo mestruale spopola in tante scuole italiane, grazie all’impegno di studentesse e studenti.

A Torino se ne discute in questi giorni all’istituto enogastronomico Beccari, mentre a La Spezia le studentesse dell’artistico-musicale Cardarelli hanno promosso una mobilitazione. A Genova la consigliera regionale Selena Candia ha proposto una mozione per inserire il congedo mestruale nei Regolamenti d’istituto delle superiori. Anche a Rimini ci si ispira al liceo di Ravenna: Carlotta Montani e Alessandro Romano, attivisti dei Giovani Democratici, hanno proposto all’amministrazione comunale di promuovere il congedo mestruale e di installare le tampon box gratutite presso tutte le scuole della provincia.

Al sud, nel liceo Fardella-Ximenes di Trapani il dirigente ha detto approvato l’introduzione del congedo; lo stesso è accaduto a Messina nel liceo classico Maurolico.

Anche nel Lazio e a Roma, oltre 25 scuole hanno aderito all’iniziativa per chiedere l’assenza giustificata in caso di dolori mestruali. Una protesta silenziosa, fatta di sit-in davanti ai cancelli delle scuole, accompagnati da cartelli con scritto “Il ciclo non è un lusso”. Dal Cavour all’ Albertelli, passando per il Plinio e il Machiavelli: sono almeno 25 i collettivi scolastici che hanno aderito all’iniziativa promossa dalla Rete degli studenti medi di Roma e del Lazio per l’approvazione del congedo mestruale nelle scuole.

«Il congedo mestruale – spiega la Rete degli Studenti Mediè una misura di civiltà, che permetterebbe a tutti di vivere la scuola in maniera positiva , oltre a essere un passo importante per abbattere i tabù ancora presenti sulle mestruazioni. Sono molte le persone che soffrono di dismenorrea, vulvodinia o endometriosi: è fondamentale garantire loro la possibilità di non compromettere il numero massimo di assenze ogni anno».

«Siamo partiti dal Lazio – spiega Camilla Velotta dell’esecutivo nazionale della Rete degli studenti medi – ma sicuramente ci saranno iniziative simili anche in altre scuole. Il nostro obiettivo è batterci affinché il congedo mestruale diventi realtà in tutte le scuole».

Francesca Mazzini

Segui BRAVE e Metropolitan su Instagram!