Politica

Il Covid ferma la missione di Mario Draghi per liberare l’Italia dal gas russo

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Il Presidente Mario Draghi non parteciperà alla missione del gas in Angola e Congo. A sostituirlo saranno Luigi Di Maio e Roberto Cingolani.

Mario Draghi positivo al Covid

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi è risultato positivo al Covid. Nonostante egli non abbia riscontrato sintomi, è costretto a rimanere in quarantena fino alla guarigione. Questo gli impedirà di partecipare all’incontro in Angola e Congo che sarà previsto nei prossimi giorni.

A rappresentare quindi l’Italia saranno il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Questo viaggio avrà come obiettivo quello di affrancare l’Italia dalla dipendenza del gas russo, fattore che si è presentato a seguito del conflitto in Ucraina.

Draghi trascorrerà quindi il suo periodo di isolamente nella sua casa di Città della Pieve.

Nella giornata di ieri, il sindaco Fausto Risini ha parlato a Rai Radio 1 dichiarando che l’assenza del Presidente alla messa di Pasqua era inaspettata.

Non ha sintomi, mi auguro che si rimetta rapidamente perché la sua presenza a Roma è indispensabile in questo momento

Intanto nella capitale continuano le polemiche inerenti alla permanenza della presidenza della commissione Esteri di Palazzo Madama del senatore del Movimento 5 stelle Vito Petrocelli.

Ad intervenire è la senatrice di Italia Viva Laura Garavini, la quale ha insistito dicendo:

continuerà a fare da ‘pungolo’ affinché Petrocelli dia le dimissioni. Trovo che sia molto attaccato alla poltrona. La commissione Esteri si trova in uno stato di totale immobilità in una fase in cui serve grande attenzione da parte di tutte le forze politiche

Nel frattempo, arrivano soddisfazioni da Kiev, dove l’ambasciata italiana ha finalmente riaperto. Cos’ ha affermato Roberta Pinotti del Partito democratico, dicendo che questo scelta “sottolinea ulteriormente la vicinanza e solidarietà dell’Italia al popolo dell’Ucraina“.

Ad intervenire sulla questione è Deborah Bergamini, sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento, la quale dichiara e conferma che “per l’Italia l’unica via per la risoluzione della guerra è quella diplomatica“.

Rebecca-Asia Spadon

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