La carriera di Roberto Baggio trama de “Il divin codino” nel 2021 su Netflix.

I Filistei usurpatori d’Israele per quarant’anni hanno avuto l’onere di fronteggiare un solo potentissimo nemico figlio di Manoach e benedetto da Dio, Sansone , dai capei d’oro e d’aurea sparsi. Di una forza sovrumana e metafisica con le sue mani miracolate ha squarciato un leone e ucciso un migliaio di uomini con una carcassa cranica d’asino. La sua folta chioma racchiudeva il segreto di cotanta possenza e recisala Sansone è caduto nell’agguato nemico impotente e glabro. Un altro capello altrettanto biblico è stato venerato da milioni e milioni negli stadi contemporanei, a detta di Pasolini, gli ultimi luoghi sacri della nostra epoca. Roberto Baggio è il semidivino e la reliquia il suo divin codino.

Roberto Baggio in nazionale foto dal web. Roberto Baggio
Roberto Baggio in nazionale foto dal web

Netflix e Mediaset per onorare il santo hanno avviato una inusuale collaborazione per produrre una serie di otto puntate girate da Letizia Martire dal titolo palesemente ovvio “Il divin codino”. Le puntate dipaneranno attraverso il pellegrinaggio sportivo del pallone d’oro durato ventidue anni, nei quali ha militato in diverse fazioni quali Milan, Juventus, Fiorentina, Bologna, Inter e Brescia e ovunque ha lottato con coraggio e implacabile talento, flagello di Dio delle porte avversarie e incubo delle difese, insensibili muraglie di fronte al divino ambidestro. Una storia quella di Roberto Baggio tormentata, di un uomo destinato al subitaneo ritiro a causa di un grave infortunio al ginocchio destro che lo trascina non solo ad un introspezione agonistica ma soprattutto spirituale che culmino nella fede buddhista. Nel millenovecentonovantatre il riscatto è completo, vince la coppa uefa con la Juventus da capitano, sigla ventuno sigilli in campionato e riceve uno storico pallone d’oro, assurgendo a Dio assoluto del calcio.

Roberto Baggio foto dal web. Roberto Baggio
Roberto Baggio foto dal web

USA novantaquattro è poi l’apoteosi dell’affermazione simbolica. Partito in sordina, dai quarti alle semifinali è il suo mondiale, poi il Brasile e quel rigore sbagliato che è la sua crocifissione. Dopo canzoni, fumetti, libri e quella memorabile apparizione in Holly e Benji, “Il divin codino” è l’ultimo riconoscimento dovuto ad una leggenda biblica vivente che ha segnato l’Italia e il calcio tutto. Amen.