Dopo l’attentato della scorsa domenica a Bondi Beach, Sydney, in cui quindici persone hanno perso la vita, il governo australiano ha annunciato che avvierà una nuova campagna di riacquisto di armi nelle mani dei cittadini, per tentare di ridurre il numero di quelle in circolazione in Australia. L’intento è, dunque, rientrare in possesso delle armi “in eccesso”, cioè in più rispetto a quelle detenute con regolare permesso, e di quelle illegali.

L’annuncio è arrivato dopo una riunione del gabinetto nazionale. Leader degli stati e dei territori, insieme al primo ministro, hanno concordato all’unanimità di valutare modalità per rafforzare le leggi sulle armi. Il parlamento, dove il Partito Laburista al governo ha la maggioranza alla Camera ma non al Senato, dovrà decidere se approvare o meno il progetto.

Australia, la stretta del governo sulle armi dopo l’attentato a Bondi Beach

Tra le opzioni in fase di valutazione figurano anche l’accelerazione del lancio di un registro nazionale delle armi da fuoco, la limitazione del numero di armi che una persona può possedere, l’obbligo di cittadinanza australiana per il possesso di una licenza per il porto d’armi e un’ulteriore restrizione dei tipi di armi legali.

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato ai giornalisti che presto verrà presentata una legge per finanziare il programma di riacquisto, con una partecipazione paritaria tra stati e territori. «Prevediamo che centinaia di migliaia di armi da fuoco saranno raccolte e distrutte attraverso questo programma», ha affermato durante una conferenza stampa a Canberra.

Federica Checchia